Bar e ristoranti, arrivano le nuove regole

8 Febbraio 2019

Semplificate le procedure per installare gazebo, sono ammessi solo tre tipi. Multe fino a 500 euro per chi non si adegua

PESCARA. Stop ai gazebo, ai dehors e alle tende di ogni forma, dimensione e colore posizionati nelle varie ora zone della città. Il periodo del fai-da-te sta per finire. Il Comune ha pronte le nuove regole che impongono l’installazione solo di alcune tipologie di strutture esterne e che omogeneizzano e semplificano, nello stesso tempo, le procedure per ottenere i permessi. Regole cui dovrà attenersi in futuro anche chi ha già strutture installate, ma solo dopo la scadenza del suo permesso. Viene messo ordine, quindi, ad un sistema che di regole ne aveva poche e confuse, sparse tra decine di vecchie delibere e ordinanze. Sono interessati alle nuove norme bar, ristoranti, pub, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, ossia tutti quei locali che hanno intenzione di utilizzare spazi esterni per le loro attività. Sono circa 3mila almeno sulla carta.
Una mini rivoluzione che scatterà in breve tempo, dopo il via libera del consiglio comunale. Ora il provvedimento, che Il Centro è in grado di anticipare, si trova all’esame della commissione Commercio, presieduta da Piero Giampietro. Alla stesura del documento che sarà portato in aula dall’assessore al commercio Giacomo Cuzzi, ha dato il suo contributo anche il presidente della commissione Turismo Riccardo Padovano.
SOLO TRE TIPI DI DEHORS. In futuro, i locali della città potranno installare solo tre tipi di dehors. Quelli aperti, delimitati da paletti, corde e fioriere e copribili temporaneamente con tende, ombrelloni e teli, adatti soprattutto per i locali di Pescara vecchia. Quelli semichiusi coperti con pannelli trasparenti fino a 1,60 metri e altezza fino a 50 centimetri, utilizzabili sia a Pescara vecchia che in centro.
Poi, le strutture chiuse sia lateralmente che frontalmente con materiali fissi installabili nelle altre zone della città.
PIÙ CONTROLLI IN CENTRO. Per le zone di prestigio della città sono previste norme più rigide. In particolare per via Roma, via Trento, via Piave, via Mazzini, piazza Sacro Cuore, corso Umberto, piazza Salotto, viale Regina Elena, viale Regina Margherita, corso Vittorio Emanuele, piazza Muzii, i dehor potranno essere autorizzati solo dopo il parere favorevole di un’apposita commissione per l’Arredo e il decoro dell’ambiente urbano che verrà costituita con una delibera di consiglio. Per le zone con vincoli architettonici o paesaggistici sarà richiesto anche un parere alla Soprintendenza.
LIMITI E CARATTERISTICHE. Le strutture temporanee e amovibili dovranno rispettare le seguenti regole. Innanzitutto i limiti dimensionali. I dehors non potranno occupare più della metà della larghezza del marciapiedi e, comunque, dovrà essere lasciata libera una parte pedonale non inferiore a 2 metri. Dovranno occupare l’area di fronte al locale e non saranno ammessi messaggi pubblicitari, ad eccezione delle insegne di esercizio. Per le coperture si potranno utilizzare teli antipioggia, vetro trasparente, lamiera di colore chiaro o acciaio.
AUTORIZZAZIONI. «È stato semplificato l’iter per ottenere i permessi», spiegano Giampietro e Padovano, «oggi per le richieste bisogna rivolgersi a tre o quattro uffici. Nel prossimo futuro ci sarà uno sportello unificato». Si occuperà delle domande lo Sportello unico per le attività produttive (Suap). Il procedimento si dovrà concludere entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, oppure entro 90 nel caso in cui sarà necessario anche il parere della Soprintendenza.
SANZIONI. Chi non rispetterà le norme previste nel regolamento rischierà multe da 25 a 500 euro. Qualora i requisiti contenuti nella domanda non dovessero corrispondere al vero, scatterà la revoca del permesso e la rimozione del manufatto.
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