Baraccopoli nei palazzi Clerico Scatta l’ordinanza per la pulizia

Masci firma il provvedimento per eliminare l’accampamento dei tossicodipendenti ed evitare gli accessi Ecco l’esito dei sopralluoghi di Asl e vigili del fuoco: «Grave pericolo per i residenti, edifici a rischio»
PESCARA. Trenta giorni di tempo per «mettere in sicurezza» gli ex palazzi Clerico in via Tavo, ormai diventati una baraccopoli abitata dai tossicodipendenti. A firmare l’ordinanza che impone agli eredi Clerico di intervenire, «al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana», è stato il sindaco Carlo Masci. E se i Clerico non lo faranno, così annuncia l’ordinanza, «l’amministrazione potrà provvedere a realizzare le disposizioni, ponendo il relativo costo a carico dei trasgressori».
Dei palazzi abbandonati, accanto al cantiere per l’abbattimento del Ferro di cavallo che prosegue, ieri ha parlato proprio il sindaco: «Un’area privata in cui albergano senzatetto e persone che commettono anche reati», ha detto Masci, «una proprietà abbandonata da 50 anni che produce effetti negativi sulla vivibilità del quartiere. Già siamo intervenuti più volte sollecitando i proprietari a risanare quegli spazi, non lasceremo la presa fino a quando non avremo risolto anche quella inaccettabile situazione di degrado».
Nei ruderi a un passo da via Tiburtina con le sue attività commerciali c’è un accampamento nel degrado: ci sono le camere da letto con gli specchi, i comodini e i ripiani per saponi, profumi e detersivi; le cucine con le posate e il barbecue; i salotti con le sedie sdraio; e poi una fila di bici rubate e un tappeto di siringhe, bottiglie e rifiuti. In mezzo al gruppo di disperati che occupano gli edifici, c’è anche chi gira con i coltelli e minaccia i residenti, ormai esasperati: durante la seduta della commissione Sicurezza di lunedì scorso, guidata dal presidente Armando Foschi (Lega), proprio all’ingresso degli scheletri, è andata in scena una protesta fino all’intervento delle forze dell’ordine.
L’ordinanza del Comune riporta l’esito di un sopralluogo della Asl in via Tavo: «È stato accertato un diffuso stato di abbandono e degrado dovuto all’area priva della prescritta manutenzione con presenza di alta e folta vegetazione, alla recinzione fatiscente e pertanto agevolmente superabile, alla presenza di rifiuti variamente distribuiti sull’intera area compreso siringhe, nonché alla presenza di estese zone depresse coperte da acqua stagnante».
Anche i vigili del fuoco hanno ispezionato la struttura di Rancitelli: i fabbricati mai finiti, dice l’ordinanza, sono «fonte di pericolo, sia le strutture monopiano che quelle pluripiano». Per questo, adesso, i proprietari devono, prima, «far eseguire specifica verifica, da parte di tecnico abilitato e qualificato, tesa a definire la tipologia e la consistenza delle idonee opere di ripristino e/o risanamento» e poi intervenire per la «messa in sicurezza» e «provvedere alla regolare manutenzione».

