Baraccopoli nei palazzi Clerico Scatta l’ordinanza per la pulizia

28 Luglio 2023

Masci firma il provvedimento per eliminare l’accampamento dei tossicodipendenti ed evitare gli accessi Ecco l’esito dei sopralluoghi di Asl e vigili del fuoco: «Grave pericolo per i residenti, edifici a rischio»

PESCARA. Trenta giorni di tempo per «mettere in sicurezza» gli ex palazzi Clerico in via Tavo, ormai diventati una baraccopoli abitata dai tossicodipendenti. A firmare l’ordinanza che impone agli eredi Clerico di intervenire, «al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana», è stato il sindaco Carlo Masci. E se i Clerico non lo faranno, così annuncia l’ordinanza, «l’amministrazione potrà provvedere a realizzare le disposizioni, ponendo il relativo costo a carico dei trasgressori».
Dei palazzi abbandonati, accanto al cantiere per l’abbattimento del Ferro di cavallo che prosegue, ieri ha parlato proprio il sindaco: «Un’area privata in cui albergano senzatetto e persone che commettono anche reati», ha detto Masci, «una proprietà abbandonata da 50 anni che produce effetti negativi sulla vivibilità del quartiere. Già siamo intervenuti più volte sollecitando i proprietari a risanare quegli spazi, non lasceremo la presa fino a quando non avremo risolto anche quella inaccettabile situazione di degrado».
Nei ruderi a un passo da via Tiburtina con le sue attività commerciali c’è un accampamento nel degrado: ci sono le camere da letto con gli specchi, i comodini e i ripiani per saponi, profumi e detersivi; le cucine con le posate e il barbecue; i salotti con le sedie sdraio; e poi una fila di bici rubate e un tappeto di siringhe, bottiglie e rifiuti. In mezzo al gruppo di disperati che occupano gli edifici, c’è anche chi gira con i coltelli e minaccia i residenti, ormai esasperati: durante la seduta della commissione Sicurezza di lunedì scorso, guidata dal presidente Armando Foschi (Lega), proprio all’ingresso degli scheletri, è andata in scena una protesta fino all’intervento delle forze dell’ordine.
L’ordinanza del Comune riporta l’esito di un sopralluogo della Asl in via Tavo: «È stato accertato un diffuso stato di abbandono e degrado dovuto all’area priva della prescritta manutenzione con presenza di alta e folta vegetazione, alla recinzione fatiscente e pertanto agevolmente superabile, alla presenza di rifiuti variamente distribuiti sull’intera area compreso siringhe, nonché alla presenza di estese zone depresse coperte da acqua stagnante».
Anche i vigili del fuoco hanno ispezionato la struttura di Rancitelli: i fabbricati mai finiti, dice l’ordinanza, sono «fonte di pericolo, sia le strutture monopiano che quelle pluripiano». Per questo, adesso, i proprietari devono, prima, «far eseguire specifica verifica, da parte di tecnico abilitato e qualificato, tesa a definire la tipologia e la consistenza delle idonee opere di ripristino e/o risanamento» e poi intervenire per la «messa in sicurezza» e «provvedere alla regolare manutenzione».