Biglietti bus e treni: scoppia la protesta contro gli aumenti

1 Settembre 2024

E sulla delibera della giunta regionale spunta una frase che darà il via al ricorso al Tar

PESCARA. Aumenti del trasporto pubblico locale, parte la mobilitazione contro la Giunta Marsilio.
A poche settimane dalla riapertura delle scuole, dieci sigle molto rappresentative chiedono alla Regione di fare dietrofront. E spunta un passaggio della delibera proposta dall’assessorato ai trasporti che può diventare un’arma legale per ricorrere al Tar e ottenere la sospensiva dei rincari. C’è tempo fino al 24 settembre per impugnare l’atto contestato. Ma andiamo con ordine.
LE SIGLE IN CAMPO.
Carmine Ranieri (segretario generale Cgil Abruzzo Molise), le Camere del Lavoro di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, Francesco Trivelli (presidente Federconsumatori Abruzzo), Pierluigi Marini (Udu - Unione degli universitari), Francesco Colangelo (Pas - Partecipazione attiva studentesca), Carmela Santulli (360 gradi) e Francesca Cantagallo (Uds - Unione degli studenti), hanno avanzato formalmente la richiesta di audizione alla seconda Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture del Consiglio Regionale «per poter esporre osservazioni, criticità e proposte su quanto deliberato dalla Giunta regionale in materia di politiche tariffarie». Le dieci sigle rappresentano lavoratori, studenti, pensionati e, più in generale, tutti gli utenti/consumatori.
BEN OLTRE IL 20,22%.
Nello specifico, la delibera di Giunta numero 374 del 26 giugno scorso ha previsto «aumenti nella misura del 20,22%, con decorrenza dal 1° luglio, per tutte le tipologie di biglietto ordinario nei servizi urbani, suburbani e interurbani e nell’area metropolitana Chieti-Pescara di applicazione della tariffa Unico». In realtà, su alcune tipologie di tariffe come per quelle cosiddette “a tratte” presenti su tutto il territorio regionale ed applicate per i servizi suburbani, gli aumenti in termini percentuali, sono andati ben oltre quel 20,22%, e oscillano tra il 27,27% e il 38,24%, generando incrementi in valore assoluto da un minimo di 0,30 euro fino a 1,30 euro.
ALCUNI ESEMPI.
Le nuove tariffe di Tua non si limitano – come ha dichiarato l’assessore Umberto D’Annuntiis – «all’adeguamento al tasso di inflazione e ad aumenti minimi che vanno da 0,05 a 0,20 euro». Mettendo a confronto la tabella del 2016 con quella del 2024 e focalizzando l’attenzione sulle “tariffe a tratte” applicate in rapporto alle percorrenze chilometriche sui servizi suburbani presenti nelle quattro province abruzzesi, si scopre che già per la tariffa della prima tratta fino a 12 km di percorrenza, l’aumento è in realtà del 27,27% (+ 0,30 euro) passando da 1,10 a 1,40 euro. Sono interessate da questo fenomeno tratte come la Teramo-San Nicolò, la Pescina – San Benedetto dei Marsi o la Loreto Aprutino – Penne.
«E potremmo andare avanti citando gli esempi della seconda tratta (fino a 18 Km di percorrenza)», dicono le dieci sigle, «qui gli aumenti salgono già al 35,29% (da 1,70 a 2,30 euro). È il caso della Francavilla – Ortona, la Teramo - Bellante stazione e la Avezzano - Luco dei Marsi». Anche con la terza tratta fino a 24 km gli aumenti sono ampiamente superiori rispetto a quanto assicurato dalla giunta regionale. Parliamo infatti di aumenti del 33,33% (da 2,40 a 3,20 euro) come nei casi della Pescara - Ortona, la Teramo – Giulianova e la Avezzano -Trasacco.
Gli aumenti si attestano al 35,71% (da 2,80 a 3,80 euro) per la quarta tratta fino a 30 km di percorrenza: pagano infatti un euro in più a corsa i pendolari che viaggiano da Pescara a Loreto Aprutino, da Avezzano a Pescina o da Collelongo ad Avezzano. «Infine il botto degli aumenti (+ 38,24% da 3,40 a 4,70 euro) per la quinta tratta fino a 36 km», sottolineano le dieci sigle: «A pagare il prezzo salatissimo sono i cittadini di Penne (Pescara – Penne) e quelli di Avezzano (nelle tratte verso Lecce nei Marsi o verso Villavallelonga».
DELIBERA A RISCHIO
«Dato atto che il presente provvedimento non necessita del parere della competente Commissione consiliare, in quanto (…) non comporta adeguamenti, modifiche e revisione di entità superiore al tasso di svalutazione nel periodo di riferimento». Così si legge sulla delibera del 26 giugno scorso. «Ma se per alcune tipologie di tariffe gli aumenti sono stati di gran lunga superiori al 20,22%», incalzano le sigle, «è stato deliberato qualcosa di diverso rispetto alla realtà dei fatti e, soprattutto, il provvedimento necessitava del parere della competente Commissione consiliare, che invece è stato sostanzialmente bypassato». È il passaggio che permetterà di ricorrere al Tar.
ANCHE I TRENI.
Un’analoga stangata interesserà il pendolarismo ferroviario garantito prevalentemente dal gestore nazionale Trenitalia e che, in base al Contratto di Servizio sottoscritto con la Regione Abruzzo a novembre 2023, prevede un primo aumento del costo dei biglietti del 15% a partire da gennaio 2025, incrementato ulteriormente di un 5% a cadenza biennale fino alla scadenza contrattuale prevista nel 2033. «Che significa per studenti, lavoratori e pensionati che sceglieranno di viaggiare in treno, un incremento complessivo del 35% rispetto all’attuale costo del biglietto o dell’abbonamento».
IL CONTENZIOSO.
Ma sul Contratto di servizio da 846 milioni di euro, sottoscritto tra Regione e Trenitalia, pende il ricorso al Tar promosso da Federconsumatori Abruzzo ed altre associazioni per chiedere l’annullamento della delibera con cui la giunta Marsilio ha approvato l’accordo con la società del Gruppo Fs. Il ricorso si basa su un precedente significativo (accolto dal Tar) con il quale venne contestato alla Regione, allora guidata dal centrosinistra, di aver stabilito aumenti del costo dei biglietti senza tener conto del tetto dei prezzi e dell’obbligo di coinvolgere nelle decisioni le associazioni che oggi ricorrono anche contro l’attuale Giunta.
LE RICHIESTE.
Sindacati, studenti e associazioni dei consumatori hanno avanzato ieri la richiesta di audizione al Presidente della seconda Commissione consiliare, Emiliano Di Matteo, capogruppo di Forza Italia.
Chiedono di azzerare gli aumenti tariffari previsti nel settore del trasporto pubblico (gomma e ferro), e di incrementare le risorse per finanziare adeguatamente un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico in una regione dove persistono i fenomeni di emarginazione e spopolamento delle aree interne.
TRASPORTO GRATUITO.
«Chiederemo anche che si estendano su base regionale i benefici del biglietto unico, così come il Consiglio regionale si è impegnato a fare con le diverse risoluzioni approvate nella precedente legislatura, per porre fine ad una assurda discriminazione tra territori e cittadini abruzzesi. E chiederemo infine di introdurre, al pari di altre Regioni, agevolazioni tariffarie e finanche la gratuità del trasporto pubblico per i cittadini a basso reddito e in generale per tutti gli studenti e gli universitari abruzzesi».
La sfida è partita.