Bimbo disabile escluso dal parco Arrivano le scuse di Gardaland

Ombrellone negato: la direzione della struttura interviene dopo la denuncia della madre del piccolo «Ci spiace, pronti a supportare tutti gli ospiti e a trovare un posto adeguato alle diverse esigenze»
PESCARA. «Siamo davvero spiacenti per quanto apprendiamo». Interpellata dal Centro già due giorni fa, arriva la risposta della direzione di Gardaland in merito al caso del bambino pescarese affetto da gravi patologie cardiache, a cui, secondo quanto denunciato dalla mamma, è stata rifiutata la prenotazione di un ombrellone nel parco divertimenti.
«Purtroppo», si legge nella nota inviata al quotidiano, «non siamo in grado di supportare la richiesta di istituire un’area dedicata ai disabili. Non è prevista dal punto di vista organizzativo in un Parco che deve gestire numerosissime richieste particolari al giorno». Quanto alla denuncia della famiglia del bambino, puntualizzano: «Non è stata proposta la “corsa all'ombrellone” ma solo suggerito di accedere all’area sin dall'apertura, certi che la recente implementazione dei posti all'ombra le permetterà di trovare posto».
E la risposta prosegue, alla famiglia del bambino pescarese, portatore di disabilità, che due giorni fa ha denunciato al Centro l'impossibilità per il piccolo di trovare, in uno spazio giochi immenso che ogni anno ospita milioni di persone, un piccolo ombreggio (nella fattispecie nel settore Legoland water park) riservato al bimbo. Un caso di cui si sono occupati anche l'assessore comunale alle Politiche per le disabilità, Nicoletta Di Nisio, e il presidente dei Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante e per il quale, appunto, ieri è arrivata anche la replica di Gardaland.
«Cerchiamo di avere la massima attenzione verso ogni tipo di disabilità. Abbiamo dedicato un punto informazioni all'ingresso del parco per accogliere gli ospiti diversamente abili e una sezione sul nostro sito in modo da poter accedere a tutte le informazioni utili per la visita».
«Cerchiamo», viene precisato, «di fare in modo che ogni ospite si senta accolto e seguito, ma anche che capisca perché, a seconda delle diverse forme di disabilità, non sempre è possibile accedere alle attrazioni per indicazioni degli stessi costruttori. Garantire la sicurezza degli ospiti è la nostra priorità, ma prendiamo in considerazione molte situazioni di rischio che potrebbero sfuggire agli occhi dei visitatori e che ci teniamo ad evitare».
Per quanto riguarda lo spazio richiesto al Legoland water park «le limitazioni», va avanti la direzione del Parco divertimenti, «sono solo legate all'autonomia di utilizzo di alcuni scivoli e vengono messe a disposizione degli ospiti delle sedie a rotelle specifiche per un uso acquatiche affinché tutti i visitatori, indistintamente, possano godere delle varie attrazioni». Ma l'ombreggio non è previsto. «Purtroppo non siamo in grado», prosegue la nota, «di supportare la richiesta della famiglia di istituire un'area dedicata, non è prevista dal punto organizzativo in un Parco che deve gestire numerosissime richieste particolari al giorno».
Quando all’episodio denunciato dalla famiglia dle bambino, «non è stata proposta una “corsa all'ombrellone”, ma solo suggerito di accedere all'area sin dall'apertura», quando c'è, evidentemente, ancora poca gente, «certi che la recente implementazione dei posti all'ombra le permetterà di trovare posto».
Ma alla fine l’impegno arriva. «Tenendo conto delle considerazioni» della famiglia pescarese, «cercheremo di migliorare ulteriormente gli spazi e daremo indicazione agli operatori dell’area di rendersi disponibili a supportare in tutti i modi gli ospiti con disabilità per trovare un posto adeguato alle loro esigenze», al fine di «trascorrere serenamente la giornata insieme alla propria famiglia».
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