Bimbo ucciso dal treno a Pescara, la difesa al contrattacco: indagate le Ferrovie

Ammesse le prove testimoniali, i difensori del nonne e dei genitori del piccolo Francesco Spinelli, morto a soli tre anni, chiedono un esperimento giudiziale sul luogo della tragedia
PESCARA. «Abbiamo chiesto l'esperimento giudiziale perché occorre compiere alcuni approfondimenti sul luogo della tragedia. La prima cosa che salta agli occhi, è che non è possibile che ci siano 600 metri di ferrovia, completamente privi di recinzione, proprio a ridosso di un parco giochi per bambini». Così l'avvocato Luca Sarodi, legale dei genitori e del nonno del piccolo Francesco Spinelli, il bimbo di tre anni morto il 24 maggio 2014, a Pescara, dopo essere stato investito da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco. La madre è accusata di abbandono di minori, mentre il padre ed il nonno di omicidio colposo in concorso. «Un'altra stranezza è che le Ferrovie dello Stato non risultino indagate - prosegue Sarodi - Quando un automobilista investe un pedone uccidendolo, viene immediatamente indagato per omicidio colposo, mentre in questo caso viene esclusa qualsiasi responsabilità, mentre a mio avviso ci sarebbero quanto meno gli estremi per la culpa in vigilando».
Intanto il processo davanti alla Corte d'Assise di Chieti va avanti. La Corte, presidente Geremia Spiniello, a latere Isabella Alleri, ha ammesso le prove testimoniali e documentali prodotte dalle parti ed ha fissato la prossima udienza per il prossimo 14 marzo. Si è invece riservata la decisione sulla richiesta formalizzata dall'avv. Sarodi di compiere un esperimento giudiziale con sopralluogo nel posto in cui si verificò il tragico incidente per ricostruire la dinamica dei fatti. Una richiesta alla quale l'accusa si è opposta ritenendo che sono già agli atti tutti gli accertamenti relativi ai sopralluoghi già effettuati.
Il bambino nel tardo pomeriggio del 24 maggio del 2014 si allontanò da casa e arrivò sui binari nei presi della stazione S. Marco di Pescara mentre sopraggiungeva il treno partito da Roma Tiburtina. A processo sono finiti la mamma del bambino, Loreta De Rosa, accusata di abbandono di minore, il padre Virgilio Spinelli e il nonno Cristoforo Spinelli, questi ultimi accusati dii concorso in omicidio colposo. Madre e padre erano in aula, mentre non si è presentato il nonno. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Valentini e Luca Sarodi. L'accusa è rappresentata dal pm Andrea Papalia della Procura della Repubblica di Pescara.
Il giorno della tragedia la piccola vittima era in compagnia del fratellino di due anni. I due bambini sarebbero passati attraverso un buco presente nel recinto di casa, che si trova a poca distanza dal tracciato ferroviario, per poi finire nei pressi dei binari. Secondo l'accusa, la madre avrebbe dovuto porre attenzione ed evitare che i bambini potessero allontanarsi indisturbati. Al padre e al nonno (quest'ultimo proprietario della casa dove abita la famiglia) è invece contestata la mancata riparazione del buco presente nella recinzione e l'avere permesso che i bambini rimanessero incustoditi a giocare nell'area retrostante l'abitazione, nonostante l'apertura nella recinzione consentisse di accedere direttamente alla sede ferroviaria.

