Blitz dei Nas in 47 centri sportivi: giro di vite sui certificati medici

5 Ottobre 2023

Palestre con i defibrillatori rotti e un ambulatorio medico abusivo: scattano 21 segnalazioni Durante le ispezioni scoperti anche locali sporchi con il rischio di legionella dai condizionatori

PESCARA. Uno studio medico regolarmente funzionante all’interno di una palestra dell’hinterland pescarese, con tanto di macchinari, lettino e personale specialista che erogava prestazioni sanitarie ai clienti, ma senza avere le autorizzazioni delle autorità sanitarie e amministrative. E poi associazioni e centri sportivi sprovvisti di defibrillatori o con dispositivi salvavita non funzionanti, tesserati privi di certificati medici per l’idoneità sportiva o con documenti scaduti o rilasciati da medici non autorizzati. In un caso, sempre nella provincia di Pescara, è stata accertata la presenza di apparecchiature per uso estetico utilizzate da personale non qualificato e l’assenza di procedure di gestione del rischio di legionellosi per gli impianti di condizionamento dell’aria.
Il giro di vite, portato avanti dai carabinieri del Nas a partire dalla seconda metà di settembre in palestre, piscine, ambulatori, centri e associazioni sportive di tutto l’Abruzzo, ha interessato complessivamente 47 strutture dislocate nelle quattro province, facendo scattare segnalazioni e sanzioni amministrative (ma nessuna sospensione dell’attività). Come rilevato dai militari, agli ordini del comandante Maria Rosaria Paduano, più della metà degli impianti ispezionati sono risultati non conformi alla normativa vigente: la maggior parte delle violazioni è stata riscontrata nelle province di Pescara e Chieti. Il servizio straordinario di controllo finalizzato «alla tutela della salute e della sicurezza degli atleti e degli sportivi in generale» e a «contrastare condotte illecite in materia di certificazione medica sportiva e negligenze nell’uso dei defibrillatori salvavita» è stato disposto a livello nazionale dal gruppo carabinieri per la tutela della salute di Roma. I Nas hanno passato al setaccio 413 centri sportivi dell’Italia centrale, accertando violazioni in 118 strutture, pari al 28% degli obiettivi ispezionati. In 7 casi, a causa delle gravi irregolarità riscontrate, sono scattati i provvedimenti di immediata sospensione delle attività. In Abruzzo, su 47 centri sportivi controllati, sono stati segnalati alle autorità amministrative e sanitarie competenti, ossia Comuni e Asl, i responsabili legali di 21 attività per aver tesserato persone sprovviste di certificati medici attestanti l’idoneità allo svolgimento dell’attività sportiva; 3 palestre per aver custodito certificati medici sportivi di alcuni iscritti risultati scaduti e, in altri casi, rilasciati da medici prescrittori non autorizzati; 1 palestra per aver attivato all’interno della struttura uno studio medico dove venivano erogate prestazioni sanitarie da parte di specialisti in assenza delle comunicazioni alle autorità sanitarie e amministrative; 3 palestre per avere in dotazione defibrillatori non funzionanti poiché privi di manutenzione o di revisione; altre 2 per l’omessa dotazione dei dispositivi salvavita. In questi ultimi due casi le violazioni riguardano Pescara, Chieti e Teramo.
In altri 6 casi i Nas hanno rilevato carenze igienico sanitarie e strutturali, notando sugli scaffali integratori alimentari, vitamine, bevande e altri alimenti confezionati messi in vendita senza autorizzazione e, in una struttura della provincia dell’Aquila, anche dei cosmetici. Infine, tra Chieti e Teramo, è stata accertata anche la violazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro per l’assenza del piano di evacuazione e del certificato di prevenzione degli incendi.
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