Bollette alle stelle, grido d’aiuto «Costretto a pagare 17mila euro»

C’è chi ha visto la somma raddoppiata o anche triplicata. Stamattina alle 11 la protesta in corso Umberto Miccoli (Excelsior): «Siamo allo stremo, così non si vive più». Baldassarre (Caffè Ideale): «Vicini alla resa»
PESCARA. In pochi mesi, bollette dell’energia elettrica raddoppiate e triplicate. In ginocchio i titolari e gestori degli esercizi pubblici, in particolare bar, ristoranti, ma anche panetterie e pasticcerie, che questa mattina alle 11 si ritroveranno nel bar Exclesior di corso Umberto per manifestare e discutere degli eventuali provvedimenti da prendere. La manifestazione è organizzata dalla Confcommercio. Sarà presente il presidente Riccardo Padovano. Accanto a lui, il proprietario del bar Excelsior, Carlo Miccoli, che è anche presidente del Fipe Pescara-settore bar, il quale proprio di recente si è visto recapitare una bolletta della luce da 17mila euro.
«Oggi», fa presente Miccoli, «saremo tutti con le bollette in mano. Siamo allo stremo. Ormai non si vive più. Io ho ricevuto la bolletta da 17mila euro, altri colleghi da 6, 8, 9mila euro. Cifre altissime. Prima pagavo sui 1.500-1.600 euro. Stamattina faremo un incontro fra di noi per discutere e capire se è il caso di fare qualcosa. La situazione», prosegue, «è triste. Se andiamo avanti così, si rischia davvero la rovina. Molti locali non ce la faranno. Anche i ristoranti spesso preferiscono restare chiusi. Fra affitti salati da pagare e utenze, è impossibile resistere. Quando arriverà la bolletta del gas, sarà un’altra mazzata. E ora, a completare il tutto, ci si è messa anche la guerra».
Non sa più che cosa pensare e fare Dante Baldassarre, titolare del Caffè Ideale: «C’abbiamo il Covid, abbiamo la guerra, abbiamo il caro bollette e pure le ordinanze comunali contro. Che dire, siamo prossimi alla resa». Anche per Baldassarre, andare avanti è diventato impossibile. «Siamo mucche da mungere», sottolinea, «ma il latte ormai è finito. Resistere è difficile. A me personalmente arrivavano sino a qualche tempo fa bollette da 4mila euro adesso hanno superato i 9mila di euro. Le piccole attività non ce la fanno a sopportare spese di questo genere. E poi non abbiamo utili, e quindi siamo costretti ad attingere a fondi personali. Ricordo che noi vendiamo caffè e non oro. Per non parlare», prosegue Baldassarre, «delle ordinanze comunali, che ci stanno finendo di affossare».
Per Gino Pantalone del bar Bologna, «il governo deve fare qualcosa. Io prima pagavo mensilmente di energia elettrica 1.400 euro, il mese scorso ho dovuto sborsare 2.352 euro. E come me tanti altri. Il lavoro è diminuito, il Green pass non lo tolgono e noi titolari di esercizi pubblici siamo costretti a fare i salti mortali non per vivere, ma per sopravvivere».
La situazione è «drammatica» anche per Paolo Michetti, titolare delle pasticcerie Michetti di Pescara e Montesilvano. «Io ho in tutto tre attività. Se prima pagavo la bolletta della luce in media 4mila euro, adesso ne sborso il doppio. Mi chiedo dove siano le agevolazioni che ci avevano promesso. Qui non si vede niente».
Per Antonella Bottarini del bar Napoli, è «un disastro».
«È aumentato tutto: il caffè, lo zucchero, i prodotti per fare il gelato. Quindi, di fronte a questa situazione generale non si può fare altro che cercare di tamponare e di resistere. Noi abbiamo lasciato il prezzo del caffè a un euro con la speranza che ci sia un miglioramento. Siamo fiduciosi in una ripresa».

