Bracco, addio alla politica Ora è missionario in Africa

7 Maggio 2023

Dalla Tanzania al Mozambico per aiutare i bambini che vivono nella povertà

Da consigliere regionale in Abruzzo a missionario di pace e carità in Africa. È la svolta esistenziale di Leandro Bracco, rosetano di 46 anni, originario di Biella, protagonista di un pellegrinaggio nel nome di Maria che lo porterà ad attraversare a piedi sette Paesi: Tanzania, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Sudafrica, Eswatini, Mozambico, per un totale di 235 tappe con una media giornaliera di 23 chilometri e un solo giorno di riposo a settimana, la domenica. Attualmente la sua posizione è in Malawi: immerso tra paesaggi selvaggi e suggestivi tramonti, Bracco riceve l'abbraccio dei bambini, lui che figli e moglie non ha, ed è felice. Molto felice
NOVE MESI A PIEDI
PER FARE BENEFICENZA.
Bracco, laureato in Scienze della Comunicazione, una fede incrollabile che ha toccato l’apice con la morte del suo adorato papà, Giuseppe, e un viaggio rivelatore in Etiopia è l'ideatore e finanziatore del progetto “AlimentiAmo la Speranza”, patrocinato dal santuario mariano di Oropa (Biella) dove viene venerata la Madonna nera, attraverso il quale potrà raccogliere fondi durante il cammino (con l'App Tucum) da destinare a otto iniziative solidali a favore di Ordini religiosi che si occupano di bambini orfani e abbandonati, ex detenuti e donne che hanno vissuto sulla propria pelle violenze e maltrattamenti.
Nove i mesi («non casuali, ho voluto ricordare la gravidanza dell'Immacolata Concezione») di cammino a piedi, lungo i bordi di strade impolverate, per conoscere popoli, fare esperienze al limite, vivere con poco. Si mantiene in contatto con il mondo con e-mail, messaggi e vocali whatsapp e un telefono che ricarica quando può con power bank. Un anno e mezzo di tempo per individuare il percorso, preparare la sacca e partire.
Il viaggio, cominciato il 25 marzo, durerà fino a Natale. «L’obiettivo», racconta mentre suda e consuma suole, «è smuovere le coscienze per tentare di dare concretezza a due concetti dall’importanza enorme enunciati dai papi Bergoglio e Ratzinger, che affermano, a loro modo, che bisogna combattere la dittatura del relativismo. Ci sono scelte di vita che bisogna compiere senza troppo atteggiarsi a filosofi. Non avere nella vita punti di riferimento non genera libertà, ma ci fa essere in balia dei conformismi del momento, che producono smarrimento».
L’EX POLiTICO: COSì è
CAMBIATA LA MIA VITA.
Questa esperienza estrema, che per Bracco arriva dopo la perdita del padre e dopo le amarezze della politica, «mi arricchisce umanamente e cambia la mia vita ogni giorno, dopo aver lasciato senza rimpianto i palazzi dorati per avventurarmi in questa esperienza solidale. Mi si stringe il cuore a vedere bambini che macinano chilometri lungo strade pericolose per andare a scuola, ma loro sorridono malgrado le loro miserie».
Bracco racconta la sua giornata tipo: «Sveglia alle 4,30 e partenza per affrontare la tappa del giorno. Bisogna stare estremamente attenti al rischio malaria. La zanzara che trasmette questa terribile malattia e per la quale a oggi non esiste vaccino, colpisce dall’alba al tramonto, quando mi barrico in una stanza con letti ricoperti di zanzariere».
COME SOPRAVVIVE
NEL LUNGO VIAGGIO.
«Faccio colazione con una piadina di grano e acqua che io e le due guardie del corpo tanzaniane che mi accompagnano, non abbiamo difficoltà a trovare nei villaggi che attraversiamo. Per pranzo e cena ci arrangiamo con le scorte di pasta reperite nelle città più grandi e le verdure che si trovano ovunque a prezzi irrisori. Ho dimenticato il sapore della carne, sono dimagrito, ora peso 62 chili, ma non mi sono mai sentito così bene. Mio cognato, Davide Cestariolli, campione di mezzofondo, mi ha dato preziosi consigli sulla preparazione atletica, scarpe e attrezzature da usare. Con un paio di scarpe da ginnastica da professionismo si possono fare 800 chilometri: con me ne ho 7 paia. Bevo solamente acqua che però deve provenire esclusivamente da bottiglie sigillate. Mi sono sottoposto a tutti i vaccini che la Asl di Biella mi ha consigliato di eseguire: epatite A e B, febbre gialla, tifo, rabbia, antimeningococco e colera.
La cosa però più importante dalla quale sto avendo ogni giorno riscontri concreti e positivi, è lo stile di vita che da sempre porto avanti: tanta ginnastica, mai fumato, mai bevuto, mai assunto droghe e non bevo neanche caffè. E nello zaino», prosegue, «oltre a una bottiglia d’acqua, porto due cellulari, un power bank, il passaporto, una foto della Madonna di Oropa e un crocifisso che mi è stato regalato dalla madre del mio amico fraterno, Claudio Bullano».
Finita l'avventura cosa farà? «A gennaio mi attendono ad Addis Abeba. Tornerò nella mia amata Etiopia dove ho già vissuto per 5 mesi prima che scoppiasse la pandemia. Lavorerò, da laico, per un Ordine religioso che si occupa delle persone più fragili». La politica è solo un ricordo lontanissimo nel tempo e lo spazio.