Brioni, ecco le prime uscite volontarie: vanno via 15 lavoratori

Penne. Sono in maggioranza donne e vicine alla pensione I sindacati: «Percorso difficile, ma non li lasceremo soli»
PENNE. È ufficialmente iniziata la riduzione del personale in casa Brioni. Quindici dipendenti del comparto produttivo Roman Style, martedì scorso, hanno firmato l'accordo d'uscita volontaria. Quasi tutti diretti di produzione, in maggioranza donne, e prossimi alla pensione. «Sono iniziate da parte dei lavoratori le valutazioni sull'eventuale incentivo all'esodo. In questi giorni centinaia di persone hanno avuto consulenze individuali con le nostre strutture sindacali, sia di categoria, sia con gli enti di patronato per fare richiesta degli Ecocert, per valutare la propria posizione contributiva», spiegano i rappresentanti sindacali Debora Del Fiacco (Uiltec-Uil), Antonio Perseo (CGIL) e Leonardo D'Addazio (CISL). «Al momento, nella giornata di martedì 13 luglio, una prima quindicina di lavoratori hanno sottoscritto un pre accordo per l'uscita alla fine della cassa integrazione al 31 ottobre 2022, per essere poi collocati in Naspi fino ad un massimo di ulteriori 24 mesi». «Per il momento», fanno sapere ancora i sindacati, «le persone che hanno sottoscritto l'accordo non hanno aderito al servizio di outplacement, ma hanno preferito ricevere il corrispettivo in incentivo». Le difficoltà, come spiegano i sindacalisti impegnati nelle trattative, sono però tutt'altro che finite. «Il percorso di questa vertenza sarà lungo e non privo di difficoltà, da parte nostra garantiremo assistenza e rappresenteremo tutti i lavoratori che vorranno avvalersi della nostra collaborazione», concludono i rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil. Sono 321 i dipendenti Brioni in esubero previsti dal piano industriale 2021/2025 presentato al Mise ad aprile scorso dai vertici della maison d'alta moda vestina. Complessivamente, se si escludono i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), sono 958 i lavoratori del comparto produttivo Brioni Roman Style nell'area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). L'accordo siglato il 22 giugno scorso tra sindacati e vertici aziendali Brioni prevede che a tutti i lavoratori che aderiranno all'uscita fino al 31 dicembre 2021, e che matureranno il diritto al pensionamento durante il quinquennio 2021-2025, sarà garantita un’integrazione del trattamento economico Cigo/Cigs e Naspi a partire dal mese di firma dell’accordo e sarà riconosciuto un importo aggiuntivo a titolo di incentivo dal primo mese dalla firma e fino alla maturazione del diritto alla pensione o al massimo fino al 31 dicembre 2025. Per i lavoratori non prossimi alla pensione, invece, saranno riconosciute somme aggiuntive a titolo di “incentivo all’esodo” per l’intero periodo di copertura degli ammortizzatori sociali. L’accordo prevede, inoltre, l’introduzione di un incentivo aggiuntivo differenziato per due fasce di età e con riguardo ai nuclei familiari con un figlio minore o con particolari situazioni di disagio sociale. Di certo, per far sì che Brioni continui a rimanere un polmone economico per l'intera area vestina, ci sarà bisogno che le commesse tornino a salire in maniera decisa per riposizionare l'azienda su numeri più consoni al prestigio e alla qualità di Brioni.
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