Brioni, Femca è il sindacato più votato

18 Maggio 2017

PENNE. La Femca Cisl si riconferma la prima sigla sindacale negli stabilimenti Brioni Roman Style di Penne e Civitella Casanova e diventa la prima organizzazione sindacale in quello di Montebello di...

PENNE. La Femca Cisl si riconferma la prima sigla sindacale negli stabilimenti Brioni Roman Style di Penne e Civitella Casanova e diventa la prima organizzazione sindacale in quello di Montebello di Bertona. Femca ha ottenuto il 50,71% delle preferenze, incrementando il consenso rispetto alle elezioni precedenti in tutti e tre gli stabilimenti e conquistando il maggior numero di delegati passando da 11 rsu su 27 a 12 rappresentanti su 24.
«Abbiamo raggiunto 397 preferenze su 783 voti validi tra i dipendenti, che si traducono in 12 delegati su 24. Alla Uiltec vanno 6 delegati con 208 preferenze e il 26,56% dei consensi; alla Filctem 6 con 178 preferenze e 22,73% del consenso di tutti i dipendenti», dichiara Leonardo D’Addazio, responsabile del settore moda Femca Pescara. Il segretario Stefano Di Crescenzo, della Femca Cisl Abruzzo e Molise ringrazia tutti coloro che hanno collaborato al raggiungimento di questi risultati.
«La nostra determinazione, le nostre scelte e la nostra coerenza ci hanno premiati in un momento come questo, di forte difficoltà economica e occupazionale per un’azienda come la Roman Style di Brioni. In un periodo così complicato e dopo la delicata vertenza dell’anno scorso, siamo orgogliosi che i lavoratori abbiamo scelto la Femca. Un’organizzazione che non si è mai nascosta e si è sempre assunta le proprie responsabilità. Continuerà a farlo tutelando tutti i lavoratori della Roman Style di Brioni. Trasparenza, lealtà e onestà premiano sempre».
«Una delle priorità del nuovo amministratore delegato deve essere il riaumento delle ore dei lavorative per i trenta dipendenti che hanno subito la più pesante riduzione da 36/40 a 16 ore» chiede D’Addazio».
«Un risultato prezioso che premia impegno, lavoro di squadra e la credibilità personale dei nostri delegati. Con questo significativa affermazione» chiosano Di Crescenzo e D’Addazio, «si conferma la validità del nostro modello di contrattazione sindacale».
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