Brioni, licenziamenti e incentivi C’è attesa per quindici lavoratori

PENNE. Dieci giorni e si conoscerà il destino di 15 lavoratori Brioni. Scadrà il prossimo 20 gennaio il termine ultimo per accettare la procedura di non opposizione al licenziamento, con un incentivo...
PENNE. Dieci giorni e si conoscerà il destino di 15 lavoratori Brioni. Scadrà il prossimo 20 gennaio il termine ultimo per accettare la procedura di non opposizione al licenziamento, con un incentivo economico di 14.250 euro messo sul piatto dai vertici aziendali nell’ultimo vertice tenuto negli uffici della Regione Abruzzo alla presenza dei rappresentanti sindacali. Finito tale termine, per coloro che non aderiranno alla procedura per non opposizione, si attuerà la procedura di mobilità forzata. Le organizzazioni sindacali, nel corso dell’incontro, hanno ribadito la loro posizione richiedendo il ritiro della procedura di licenziamento, ma l’azienda ha di nuovo esplicitato ed argomentato la necessità da parte sua di mantenere la procedura aperta. Dei 24 esuberi iniziali si sono salvate di fatto 9 unità lavorative che saranno individuate nel perimetro dei tre siti produttivi vestini di Brioni, vale a dire quello di Penne, di Montebello di Bertona e di Civitella Casanova. Le Regione, da parte sua, ha preso l’impegno di mettere in atto un pacchetto di strumenti per la ricollocazione e la riqualificazione al lavoro in altre aziende del territorio di tutte le persone che usciranno dalla Brioni con il coinvolgimento di tutte le parti al tavolo. Entro la fine del mese, inoltre, si terrà un nuovo incontro nel quale tutti gli attori coinvolti – dai vertici aziendali Brioni ai sindacati, dai rappresentanti del Comune di Penne a quelli di Regione Abruzzo – torneranno a fare un punto della situazione. Di certo a partire da inizio 2023 la Brioni vedrà ridursi notevolmente la propria forza occupazionale, che sarà poco superiore alle 700 unità tra tutti e tre gli stabilimenti vestini: quello di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. A fine dicembre scorso circa 235 unità lavorative hanno concluso il proprio percorso lavorativo dopo aver accettato l’uscita volontaria incentivata.
Dal 2009 ad oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Dal 2016 al 2021 sono state avviate procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti e, nel 2020, il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale, ha portato ad una perdita salariale di 2500 euro medie annuali.

