Brioni, sale la tensione per i tagli Martedì protesta sotto l’azienda

Fa discutere la chiusura dei reparti produttivi di maglieria e camiceria nei tre stabilimenti vestini Conto alla rovescia per il presidio dei lavoratori: oltre al sit-in, è previsto anche uno sciopero di ore
PENNE. La decisione di Brioni di chiudere i reparti produttivi di maglieria e camiceria, con un ridimensionamento della forza lavoro presente nei tre stabilimenti vestini di Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona, ha generato reazioni decise anche dal mondo della politica locale e regionale. Se da un lato i sindacati sono passati subito alle maniere forti, annunciando lo stato d’agitazione, un sit-in di protesta in programma il prossimo 7 settembre e uno sciopero orario, dall’altro la politica ha chiesto ai vertici Brioni chiarezza e garanzie per i lavoratori.
«Quanto sta accadendo in queste ore nelle sedi della Roman Style (il comparto produttivo Brioni) di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova richiede la massima attenzione ed un concreto impegno da parte di tutti», incalzano Michele Fina, segretario del Pd abruzzese, Daniele Marinelli e Lisa Vadini, responsabili rispettivamente economia e lavoro, e Andrea Vecchiotti, segretario del circolo di Penne.
Che le linee di maglieria e camiceria prima o poi sarebbero state oggetto di chiusura era risaputo, ma secondo i sindacati c'era un accordo che prevedeva il riposizionamento dei lavoratori dei reparti chiusi su altre linee. Per Brioni, invece, non è stato disatteso alcun accordo ed i lavoratori delle linee chiuse potranno usufruire degli strumenti promossi dall'azienda per ridurre l'impatto sociale: a partire dai percorsi individuali e collettivi di “outplacement”, gestiti da una società leader del settore e con una fortissima presenza sul territorio abruzzese. «Esprimiamo solidarietà ai lavoratori della Roman Style interessati dalle scelte aziendali che hanno condotto, evidentemente, alla soppressione di alcune produzioni essenziali e che mettono definitivamente in pericolo l’impiego di tutti coloro che vi erano addetti», continuano gli esponenti del Pd. «Saremo presenti al sit-in del prossimo 7 settembre per ascoltare i lavoratori coinvolti, impegneremo immediatamente e concretamente il Governo nazionale per la loro tutela, e solleciteremo la Regione affinché si spenda attivamente per la risoluzione della crisi. L’impegno delle organizzazioni sindacali ha consentito, sino ad ora, di salvaguardare quanti più posti di lavoro nell’ambito di un contesto produttivo che ormai da tempo presenta elementi di criticità che, a questo punto, sono sempre più preoccupanti».
«Si tratta di una proposta incomprensibile che comprometterà il rapporto tra azienda, sindacati e istituzioni», il pensiero dal Comune di Penne, «Auspico un ripensamento e soprattutto un cambio di atteggiamento da parte dell'azienda», sottolinea ancora l’assessore Petrucci, «affinché siano rispettati gli accordi assunti al Mise. Esprimo vicinanza a tutti i dipendenti Brioni».

