Brioni, vanno via 235 dipendenti Ma sono a rischio altri 24 posti

Si conclude sabato il percorso dei lavoratori che hanno sottoscritto l’accordo di uscita volontaria Istituzioni e sindacati puntano a ridurre il numero degli esuberi dichiarati di recente dall’azienda
PENNE. Si avvia a conclusione un anno difficile e particolare per Brioni. Il 31 dicembre 235 unità lavorative cesseranno definitivamente il proprio rapporto di lavoro con l'azienda sulla base dell'accordo di uscita volontaria incentivata sottoscritto mesi fa.
Sul fronte del fatturato, le cose sembrano andate positivamente rispetto allo scorso anno. In ballo resta anche il futuro di altri 24 lavoratori, ai quali l'azienda ad ottobre scorso ha annunciato la necessità di procedere con il licenziamento. Una decisione che ha trovato la forte opposizione dei sindacati e portato alla convocazione di un consiglio comunale straordinario che ha visto la partecipazione anche degli onorevoli Pd, Luciano D'Alfonso e Michele Fina e dell'onorevole Daniela Torto, del Movimento cinque stelle. Dalle ultime indiscrezioni raccolte, considerati anche i solleciti arrivati da Regione Abruzzo, sindacati e Comune di Penne, la posizione dei vertici Brioni pare si sia leggermente ammorbidita sulla posizione delle 24 unità lavorative a rischio licenziamento. Solo una parte dovrebbe uscire e comunque nulla esclude che, in un secondo momento, possano rientrare in azienda qualora ve ne fossero le condizioni. Ipotesi di riduzione dei 24 esuberi confermata anche dal sindaco di Penne Gilberto Petrucci, che la scorsa settimana ha preso parte al tavolo tecnico, nella sede di Pescara della Regione Abruzzo, alla presenza di parti sociali, Confindustria e rappresentanti dell’azienda Brioni. «Stiamo lavorando ad una ipotesi per ridurre il numero degli esuberi e ricollocare il personale in uscita», dice il sindaco di Penne.
Fino a poco tempo fa il comparto produttivo Brioni dell’area vestina, quello di Roman Style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), contava complessivamente 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
Con la chiusura delle linee maglieria e camiceria, e con le altre riduzioni pianificate, la forza produttiva di Brioni nel 2023 sarà poco superiore alle 700 unità. Dal 2009 ad oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Dal 2016 al 2021 sono state avviate procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti e, nel 2020, il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale, ha portato ad una perdita salariale di circa 2.500 euro medie annue. Il tutto fino ad arrivare alla vertenza ancora in corso.

