Bussi, pressing del ministero: «Fate presto»

1 Dicembre 2016

Dalla Conferenza dei servizi via libera ai piani di analisi delle aree da bonificare di Rfi e Isagro

di Ilaria Proietti

ROMA

S. ono complessivamente ancora in alto mare le attività che permetteranno di ricostruire puntualmente i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali nel sito di Bussi sul Tirino. E di conseguenza appare ancora lontano l’avvio della bonifica del sito di interesse nazionale (Sin). Eppure non sono mancate le buone notizie dalla attesa Conferenza dei servizi convocata ieri a Roma dal ministero dell’Ambiente. Nel corso della quale sono state esaminate le problematiche relative a tutte le aree, pubbliche e private, ricomprese all’interno del perimetro del Sin. Una riunione registrata - è stato chiarito ai partecipanti - secondo quanto prescritto dalla legge. Oltre che per eventuali profili di interesse di Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

Attività difficoltose. La Conferenza dei servizi è stata segnata soprattutto dal pressing del ministero: la parola d’ordine è fare presto. E qualcosa pare muoversi. La novità più importante emersa riguarda Edison: la società ha confermato la propria disponibilità ad attivarsi per l’esecuzione degli interventi di caratterizzazione e sul fronte dell’adozione delle misure di prevenzione nell’area di Tremonti e nella ex Montecatini. Attività finora rese difficoltose. Prova ne sia il fatto che per riuscire a portare al ministero qualche dato significativo che potesse essere oggetto delle riflessioni della Conferenza ministeriale, l’azienda è dovuta ricorrere nei mesi scorsi alla procedura dell’accesso agli atti elaborati dall’ex struttura commissariale. Che aveva messo a punto un piano di caratterizzazione ritenuto insufficiente. Edison intende effettuarne delle altre. E si è impegnata a presentare un piano integrativo che sarà poi esaminato dagli enti locali e dagli istituti competenti sia nazionali che locali. Una volta convalidato in contraddittorio tra le parti sarà possibile dargli corso: è questione di mesi. Quanti dipenderà dalla solerzia degli enti coinvolti oltre che dalle condizioni meteo e dalla qualità delle analisi integrative che verranno decise.

Analisi integrative. Per quel che riguarda l’area della ex Montecatini, in località Piano d'Orta nel Comune di Bolognano, sempre Edison ha confermato che eseguirà «in tempi tecnici minimi» le indagini previste dal piano di caratterizzazione redatto dal comune e approvato a settembre del 2015. Anche in questo caso l’intenzione è quella di procedere ad ulteriori indagini integrative che l’azienda propone di realizzare nell’area in accordo con l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arta). Per questo sito, di proprietà della società Moligean, la provincia di Pescara aveva emesso un anno fa una ordinanza nei confronti di Edison riconoscendola quale soggetto responsabile della contaminazione.

Doppio via libera. Ma la riunione di ieri, che si è svolta la mattina in sede istruttoria e nel pomeriggio in sede decisoria, è servita anche a dare il via libera a due Piani di caratterizzazione (Pdc): approvati in via definitiva il Pdc relativo alle aree di Rfi-Gruppo Ferrovie dello Stato e quello riguardante l’area dello stabilimento Isagro spa. Nella stessa sede la Regione Abruzzo ha comunicato di aver in corso di predisposizione uno schema di convenzione per il finanziamento dell’esecuzione delle indagini previste nel Pdc delle aree pubbliche redatto da Arta Abruzzo e approvato dalla Conferenza dei servizi decisoria del 21 settembre del 2015. Il ministero spinge sull’acceleratore. Ma restano le perplessità per la gestione delle attività compiute in passato e che potrebbero avere ricadute negative per il futuro.

Quadro sconcertante. «Dalla Conferenza dei servizi che si è tenuta oggi (ieri) a Roma sulle problematiche relative al sito di Bussi sono emersi elementi sconcertanti, relativi alla caratterizzazione del sito, che rischiano di rendere vano quanto fatto negli ultimi 8 anni e di riazzerare il percorso verso la bonifica del territorio, che riguarda la cosiddetta megadiscarica dei veleni nel Pescarese», ha dichiarato, Augusto De Sanctis, esponente del Forum H2o. «Il ministero ha ricevuto solo due giorni fa le carte del piano di caratterizzazione dell’ex commissario Goio e sta cercando di mettere ordine in un quadro che risulta particolarmente caotico - prosegue -. Inoltre è emerso che per quanto riguarda la caratterizzazione della mega discarica Tre Monti, le analisi che Goio fece fare nel 2014 sono state pagate 980.000 euro e l’Arta si rifiuta di validarle, in quanto ha soltanto ricevuto i campioni in sede, senza partecipare alla raccolta». Un aspetto quest’ultimo, che - come riferisce lo stesso De Sanctis all’Ansa - ha indotto la Regione a chiedere se l’affidamento sia stato fatto secondo i canoni di legge. «Noi abbiamo chiesto di verificare se l’Arta sia effettivamente tenuta a validarle e abbiamo invitato il ministero quanto meno ad acquisire le analisi fatte fare dalla Procura nel 2007 - prosegue l’esponente del Forum H2o - troviamo infatti assurdo e inaccettabile ripartire da zero dopo tutto questo tempo».

Mancata notifica. Secondo De Sanctis, inoltre, nel corso della Conferenza dei servizi, sono emerse ulteriori criticità. «Per quanto riguarda la palancolatura, ovvero la recinzione realizzata in un’area privata intorno all’area Tre Monti, la Edison ha ricevuto soltanto la fattura senza alcuna comunicazione riguardante gli elementi progettuali e potrebbe dunque sollevare delle questioni riguardanti il mancato invio delle necessarie notifiche - spiega l’esponente ambientalista -. Stesso discorso riguarda le analisi, effettuate senza notificare alla Edison che erano in corso, con il rischio che la società possa dunque rifiutarsi di riconoscerle».

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