Cancellati i bonus libri scolastici: 800 famiglie dovranno pagare
La Regione è in ritardo nello stanziamento dei fondi per aiutare i genitori in difficoltà economica Salta la fornitura gratis dei testi, i rimborsi avverranno a piè di lista con la presentazione degli scontrini
PESCARA. Quest’anno oltre 800 studenti, che beneficiavano in passato della fornitura gratuita dei testi scolastici, saranno costretti ad acquistare i libri. I soldi, che venivano erogati negli anni passati da Regione e Comune per comprare i testi agli alunni indigenti, non sono stati ancora stanziati e il tempo a disposizione, per garantire le forniture prima dell’avvio dell’anno scolastico, è praticamente scaduto.
Negli anni passati venivano erogati 200mila euro, di cui 160mila dalla Regione e 40mila dal Comune.
Le notizie che arrivano dagli uffici comunali, tra l’altro, non sono affatto incoraggianti. La Regione non avrebbe sborsato finora nemmeno un euro e l’amministrazione comunale non avrebbe i soldi da anticipare. E allora l’unica possibilità che resta è quella di passare ad una sorta di assistenza indiretta, come è accaduto in passato con le medicine quando il governo non aveva assicurato i rimborsi alle farmacie.
L’assistenza indiretta significa, in sostanza, che le famiglie saranno costrette ad acquistare i libri scolastici per i loro figli pagando i costi di tasca propria, per poi attendere gli eventuali rimborsi dal Comune dopo cinque o sei mesi. Meccanismo già utilizzato con famiglie che hanno redditi un po’ più alti, rispetto a quelle che usufruiscono della fornitura gratuita.
Ma quanti genitori indigenti saranno ora in grado di anticipare i soldi? Stiamo parlando di spese non indifferenti, ossia tra i 350 e i 500 euro per le scuole medie inferiori e oltre 500 euro per quelle superiori. Queste cifre sono per un solo alunno. Per chi ha due o tre figli la spesa raddoppierà oppure triplicherà.
Non si sa a cosa sia dovuto questo ritardo nell’erogazione dei fondi. Fatto sta che viene di fatto bloccato un servizio assistenziale lungamente collaudato negli anni passati. Fino all’anno scorso, per l’assegnazione dei libri gratuiti bisognava presentare una domanda al Comune con apposito modulo da compilare. Le famiglie, inoltre, dovevano presentare il modello Isee per dimostrare che il loro reddito non era superiore ai 5.939,26 euro annui, ossia il limite massimo stabilito per ottenere la fornitura gratuita dei libri. I genitori dovevano anche indicare la scuola e la sezione in cui era stato inserito il proprio figlio. Questo per dare modo agli uffici della Pubblica istruzione del Comune di indicare al fornitore, che fino all’anno scorso era l’Ipercoop, i libri necessari da acquistare per poi consegnarli gratis ai genitori prima dell’inizio dell’anno scolastico.
Invece, le famiglie con redditi un po’ più alti avevano la possibilità di ottenere successivamente i rimborsi, totali o parziali a seconda del reddito, dopo la presentazione degli scontrini che certificavano l’avvenuto acquisto dei libri. L’anno scorso hanno usufruito di quest’ultimo sistema 460 famiglie.
Intanto, è già polemica sull’ennesima brutta notizia per le famiglie con redditi bassi. «A Pescara il diritto allo studio non esiste più», dice il vice presidente del consiglio comunale e consigliere di Forza Italia Eugenio Seccia, «ad oggi non sono state varate né la delibera e né la determina regionale che individuano le linee per l’assegnazione dei libri gratis alle scuole medie e superiori». «Pescara era l’unico Comune che forniva i libri gratis», prosegue Seccia, «ricordo che lo scorso anno era stata l’Ipercoop ad aggiudicarsi la gara che ha permesso a circa 800 utenti di beneficiare di questo diritto costituzionalmente garantito, ossia il diritto allo studio».
«A giudicare dai pasticci che l’amministrazione regionale e quella comunale hanno prodotto in un anno», conclude il vice presidente del consiglio, «mi aspetto che i fondi comunali, prima stanziati per questo servizio, vengano utilizzati per dare, come al solito, incarichi esterni. Come opposizione vigileremo con tutti i nostri mezzi, affinché ciò non accada».
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