Canile rifugio, i politici disertano l’incontro

Spoltore. Il centrodestra attacca Trulli: «Era all’evento sulla Nuova Pescara, ma il Comune è contrario»
SPOLTORE. I consiglieri di centrodestra al comune di Spoltore attaccano la maggioranza sulle scelte dell’amministrazione per ciò che riguarda la realizzazione del canile e per la fusione con Pescara e Montesilvano. Due questioni strettamente collegate, in questi giorni, visto che alla conferenza di servizi sul parco rifugio per animale, «si è preferito far partecipare il segretario comunale e un dirigente, quindi personale tecnico e non politico (non c’era nemmeno l’assessore al ramo) declinando l’invito all’ultimo momento perché il sindaco Chiara Trulli e il presidente del consiglio Lucio Matricciani dovevano presenziare al convegno organizzato da Confindustria sulla Nuova Pescara, dove non erano stati invitati come relatori». Sono queste le riflessioni dei consiglieri Marco Della Torre, Stelvio D’Ettorre, Agnese Ranghelli e Pierpaolo Pace. Al centro dell’attenzione c’è il canile che il comune di Pescara vorrebbe realizzare a Santa Teresa, grazie all’intervento dell’imprenditore Daniele Kihlgren ma la maggioranza che governa a Spoltore non è favorevole e contesta a Pescara il mancato coinvolgimento su questo progetto sin dall’inizio. «La questione del parco rifugio», commentano i consiglieri, «è solo il sintomo di una malattia, cioè la volontà della maggioranza di rimanere contrari e isolati nel processo di fusione delle tre città voluto dalla maggioranza dei cittadini, anche spoltoresi, già avviatissimo, come dimostrano le sempre più numerose riunioni di commissione che si svolgono sempre o a Pescara o a Montesilvano, per una continua e sospetta indisponibilità della sala consiliare di Spoltore. Di contro il sindaco va in Confindustria, dicendo tutto il contrario di quello che in realtà non si fa per la fusione, forse solo per sostenere un padre politico, che tira dall’altra parte e si candida a prossimo sindaco della Grande Pescara, proponendo anche un brutto nome, Adriatica», aggiungono riferendosi a Luciano D’Alfonso. Nello stesso tempo, sostiene sempre la minoranza, «pare che il presidente del consiglio proponga ancora la riedizione del referendum». Si assiste, dicono, a «un teatrino della politica», ed è «il peggio di quella che dovrebbe essere l’espressione più alta di un’amministrazione». Il centrodestra dice la sua, accogliendo positivamente lo studio presentato da Confindustria ed esposto dall’architetto Alessandro Sonsini, che guarda a una nuova città, post-fusione, policentrica, green, dalla mobilità sostenibile, protagonista nell’area adriatico-ionica e nella quale l’agricoltura urbana gioca un ruolo centrale. «Quella proposta», sostiene la minoranza, «rispetta a pieno le vocazioni agricole, turistiche e culturali del territorio spoltorese». Il Comune, questa l’accusa mossa dalla minoranza, dice di «favorire l’unione tra i tre Comuni, ma a noi sembra di scorgere che ciò avvenga solo a parole. Se si continua così, Spoltore rimarrà al palo e non toccherà palla nelle imminenti decisioni sul nostro futuro».

