Caritas, nuovi poveri: raddoppiati i pasti durante l’emergenza

14 Giugno 2020

In due mesi e mezzo sono aumentati del 41,5 per cento Dalla diocesi il “Salvadanaio della solidarietà” per ripartire

PESCARA. Tra il 15 marzo e il 31 maggio la Caritas ha servito il 41,5% in più di pasti rispetti allo stesso periodo del 2019: 29.308 sono stati quelli distribuiti nelle mense diocesano nei giorni caldi dell’emergenza coronavirus, dei quali hanno usufruito 457 famiglie attraverso gli Empori della solidarietà di Pescara e Montesilvano. Aumentato ovviamente anche il numero dei nuclei familiari che si sono rivolti alla Caritas: il 33% in più rispetto al 2019. Sono queste alcune delle cifre che emergono dal dossier “Flash report – Emergenza Covid-19”, prodotto dalla Caritas diocesana di Pescara-Penne.
«L’aumento dei pasti distribuiti e delle famiglie che ci hanno chiesto aiuto», commenta il direttore don Marco Pagniello, «testimonia in maniera netta quanto l’emergenza sanitaria si sia presto sdoppiata in emergenza sociale ed economica, evidenziando ancor di più le fragilità del nostro territorio. Ma è anche bene ricordare la grande generosità della cittadinanza», aggiunge don Marco, «e delle tante aziende che non hanno fatto mai mancare la propria solidarietà e il loro aiuto».
Carità e solidarietà non sono dunque andate in quarantena nei mesi più difficili. Anzi, di fronte all’emergenza, l’ente diocesano ha intensificato la propria azione, rimodulando servizi e risorse. Al lavoro di assistenza negli empori e nella Cittadella dell’accoglienza hanno contribuito 52 volontari: 5 uomini e 4 donne sono stati in servizio negli Empori, mentre 14 uomini e 29 donne hanno contribuito a far funzionare la Cittadella dell’accoglienza tra mensa e dormitorio.
«Fin dall’inizio, la Caritas si è attivata non solo per rispondere all’emergenza nel presente», continua don Marco, «ma anche con uno sguardo importante alle fasi successive, per agire in favore di coloro che faranno più fatica a ripartire nei giorni a venire con il “Salvadanaio della solidarietà”: si tratta di un fondo», spiega il direttore della Caritas, «a cui ognuno può contribuire, per aiutare famiglie, piccoli imprenditori e lavoratori che avranno più difficoltà ad affrancarsi dalla crisi. Ora inizia la fase in cui tutti, oltre le paure e le incertezze, dobbiamo guardare avanti, con la consapevolezza che l’emergenza non è finita, ma», conclude don Marco, «con la speranza di poter ripartire con gli strumenti giusti, affinché nessuno resti indietro». (e.r.)