Caro bollette anche per le chiese I parroci: venite con il cappotto

25 Settembre 2022

Già ridotto il numero delle messe, i sacerdoti sono alle prese con la riorganizzazione degli orari E mentre arrivano le prime richieste di pagamento raddoppiate, si pensa a come economizzare

PESCARA. I sacerdoti a dir messa «con guanti e maglioni», mentre ai fedeli sarà richiesto il sacrificio di «vestirsi più pesanti» per andare in chiesa.
Gli edifici di culto quest’anno saranno meno riscaldati e illuminati, «solo quel che serve», durante le funzioni religiose e le cerimonie. La stretta del caro energia colpisce anche le parrocchie pescaresi che stanno già ricevendo le prime bollette con «le tariffe raddoppiate». Una preoccupazione in più per i sacerdoti che da una parte devono fronteggiare i costi di mantenimento delle chiese, con le offerte che diminuiscono nelle cassette (conseguenza del calare dei fedeli) e dall’altra sostenere le famiglie in difficoltà anche a causa del carovita che avanza.
Per tutti la parola d'ordine è: «economizzare» in questo inverno alle porte dopo tre anni di crisi provocata dal Covid e dai conflitti bellici. L’ultima bolletta dell’energia elettrica arrivata in cattedrale ammonta a 800 euro, esattamente il doppio della penultima.
«Accenderemo luci e riscaldamento al bisogno, durante le messe e le cerimonie», è la ricetta per risparmiare di don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo, «staremo più attenti, faremo più sacrifici per economizzare le risorse per poter continuare ad aiutare tante famiglie povere che si rivolgono a noi. Ma sono sicuro che i fedeli comprenderanno, e la Provvidenza ci aiuterà». Pensiero condiviso anche da don Windel Pastoriza, neo parroco filippino alla Madonna del Rosario di via Cavour, che spera anche «nell’aiuto della Cei». Rincari pesanti, due bollette da 5mila e 6mila euro, piombate sul santuario della Divina Misericordia in piazza Sacro Cuore e San Pietro Apostolo (chiesa del mare). Monsignor Vincenzo Amadio, che guida le due parrocchie, ha già la soluzione: «Diremo ai nostri parrocchiani di indossare una maglia in più», sorride mentre ricorda che «negli anni ’50 i nostri nonni andavano in chiesa portandosi dietro lo scaldino, perché le chiese sono state riscaldate solo dopo gli anni ’60. Noi abbiamo il sistema di riscaldamento sotto i pavimenti, con un timer, e la chiesa del mare è molto luminosa, ma dovremo comunque economizzare». Non c'è bisogno di diminuire le messe, sono già ridotte al lumicino: «Nel 1965, quando ero vice parroco al Sacro Cuore», prosegue monsignor Amadio, «celebravamo 9 messe al giorno con 18mila abitanti. Oggi con 8mila residenti, le funzioni sono 3 o 4. I fedeli sono generosi, ma pochi».
In linea, padre Luca Di Panfilo, parroco della Madonna dei Sette Dolori, ai Colli: «Sono preoccupato, deluso e in difficoltà per i rincari. Accenderemo i riscaldamenti non più di tre ore al giorno e diremo alla gente, già provata dalla crisi, di vestire più pesante».
Don Cristiano Marcucci, alla parrocchia della Visitazione, a Zanni, ha giocato danticipo sul caro energia: «Tre anni fa ho fatto installare 40 pannelli fotovoltaici sul tetto della chiesa che viene scaldata dal sole, e oggi riduco i rincari di due terzi. La mia scelta è stata etica e spirituale. Con i risparmi aiutiamo, insieme alla Caritas, le famiglie in difficoltà del quartiere». Gli appelli ad aiutare i bisognosi partono dal pulpito «ed è bello vedere gente che aiuta altra gente, senza neppure conoscerla. È un atto d’amore». Il fotovoltaico è stato, anni fa, anche un’idea di don Massimiliano De Luca quando era parroco a Fontanelle. Da qualche anno dirige la chiesa degli Angeli custodi, nel quartiere Rancitelli, e oggi si chiede: «Dove trovo i soldi? La chiesa è grande e non riusciamo a scaldarla tutta perché gli impianti sono vetusti. Ai parrocchiani non possiamo chiedere sacrifici economici, hanno già tanti problemi. Per cui io dico messa con i guanti e il piumino, e non me ne vergogno, e don Giuseppe Scarpone celebra nella cappellina che è più calda». Don Mauro Pallini, alla guida della Stella Maris di via Scarfoglio e Santa Famiglia di Colle Pineta, continuerà ad «accogliere al caldo i fedeli che si devono sentire a proprio agio in chiesa. Per ora non avvertiamo l’emergenza, quindi non abbasseremo le luci e le collette le faremo per i bisognosi». Sta pensando al da farsi, don Ezio Di Pietropaolo, parroco della chiesa San Paolo Apostolo di via Montanara.
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