Casa, entro il 14 settembre le nuove aliquote dell’Imu

6 Settembre 2023

Incideranno sui prossimi pagamenti, i Comuni devono decidere entro questa data Possono aumentare o abbassare l’imposta: se non lo fanno si applica l’8,6 per mille

L'AQUILA. Dal 2024 scattano nuove aliquote Imu, l'imposta unica sugli immobili. Come stabilito con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, ciascun Comune avrà la facoltà di modificare, in parte, l’aliquota per le imposte di propria competenza, come quella sulle seconde case. Nello specifico, dal prossimo anno i proprietari di seconde e terze case potrebbero pagare di più l’Imu, a seconda della città in cui si trova l'abitazione. Il disco verde del ministero, per la rimodulazione di una parte dell’aliquota rispettando determinati criteri, è arrivato il 7 luglio scorso. Entro i termini stabiliti dalla legge per la deliberazione del bilancio di previsione, i Comuni sono chiamati ad approvare la determinazione delle nuove aliquote dell’imposta.
DECIDONO I COMUNI. Secondo il decreto del Mef, i Comuni che intendono esercitare la diversificazione dell’aliquota Imu dovranno rispettare i princìpi di «ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza». Resta, in ogni caso, la possibilità per le amministrazioni comunali, di redigere una delibera che approva le aliquote individuate dal decreto, evitando in questo modo la diversificazione tra territori. Entro il 14 ottobre ogni città dovrà presentare una delibera con le nuove aliquote che dovrà essere pubblicata entro il 28 ottobre prossimo. Anche i Comuni che non hanno intenzione di diversificare le nuove aliquote Imu 2024, saranno chiamati a redigere un’apposita delibera che di fatto va ad applicare le aliquote già riconosciute dal decreto. In attesa che il sistema entri a regime, per il 2023 la mancata delibera apre la strada anche all’applicazione di aliquote base fissate a livello nazionale.
PAGAMENTI CON F24. A cambiare saranno le aliquote, ma non la modalità di pagamento dell’imposta per il contribuente che, anche per il prossimo anno, potrà versare il tributo utilizzando il modello F24.
L’eventuale aumento dell’imposta innescata dalla diversificazione richiederà il pronunciamento della Conferenza Stato-città entro 45 giorni dalla data di trasmissione. Scorrendo la graduatoria nazionale, l'Imu sulla seconda casa vede sempre in testa Roma con l’imposta che si attesta mediamente a 2.064 euro. Sul podio anche Milano con 2.040 euro e Bologna, 2.038 euro. Tra le città dove l’Imu è meno cara spiccano Asti con 580 euro, Gorizia e Catanzaro, rispettivamente a 585 e 659 euro. L'aliquota di base, per l'Imu, è pari all'8,6 per mille, ma i Comuni hanno la facoltà di innalzarla fino al 10,6 per mille, di ridurla o, addirittura, azzerarla. Per i fabbricati del gruppo catastali D resta, invece, una quota del 7,6 per mille, che non può essere eliminata, in quanto destinata allo Stato.
CHI DEVE PAGARLA. L'Imu è l’imposta dovuta per il possesso di fabbricati (escluse le abitazioni principali), aree fabbricabili e terreni agricoli.La legge considera abitazione principale l’unità immobiliare in cui «il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».
L'imposta è dovuta per il proprietario dell'immobile, il concessionario, il locatario in caso di leasing, e l'assegnatario della casa familiare. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.