Case senz’acqua, monta la rabbia «È quasi un anno e mezzo, basta»

Grido di esasperazione dal centro città, che non è neanche menzionato nel calendario delle chiusure «È dall’estate 2020 che abbiamo i rubinetti a secco dalla mattina alle 7 all’una di notte, una vergogna»
PESCARA. «Non la chiamate più emergenza, ormai viviamo in una città senz’acqua». Il grido esasperato arriva dal centro città, via Roma. È una residente, C.R. che racconta una quotidianità «che va avanti dall’estate 2020: manca l’acqua, manca l’acqua sempre, per tutto il giorno», ripete la donna che ormai quasi da un anno e mezzo, racconta, non può fare più il bucato in casa. «Vado dai miei figli, o da mia sorella, per il bucato ma anche per lavarmi. È una cosa normale? Oltretutto mi sono operata, sono in una situazione di salute in cui ho necessariamente bisogno dell’acqua, di lavarmi, di seguire norme igieniche che senza l’acqua diventa difficile, se non impossibile, rispettare».
A far saltare la donna su tutte le furie, dopo mesi di attesa trascorsi nella speranza che l’emergenza passasse, è la beffa di non vedere neanche menzionata la zona del centro nel calendario delle riduzioni e delle chiusure diffuso dall’Aca settimanalmente.
«Siamo all’assurdo», incalza la donna, «che non solo siamo senz’acqua, ma neanche risultiamo tra le zone a secco. Quando la realtà, da mesi, da più di un anno», va avanti arrabbiata, «è che nella zona del centro l’acqua manca per tutto il giorno. Torna intorno all’una di notte e poi, più o meno alle sette del mattino, se ne va di nuovo. Ma non c’è un orario fisso: la mattina ti svegli e non sai se c’è l’acqua. E stai con l’incubo di fare tutto di fretta perché non sai quando la toglieranno. Ma a questo punto ci deve pensare il Comune, il sindaco», tuona la cittadina. «Siamo stanchi di sentire che la colpa è dell’Aca. Se è così, il Comune gli togliesse il servizio, è un problema che in un modo o in un altro va risolto, si è superato ogni limite». Un problema che domani pomeriggio (ore 16,30) approderà al consiglio comunale straordinario convocato proprio sull’emergenza idrica, come richiesto dall’opposizione. Restano intanto valide fino al 1° novembre le nuove chiusure e riduzioni, non solo a Pescara, ma in altri 16 comuni serviti dall’Azienda consortile acquedottistica. (s.d.l.)
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