Caso Brioni, l’ira dei sindacati: «Subito un confronto pubblico»

1 Novembre 2022

L’attacco del capogruppo di maggioranza Domenicone manda su tutte le furie Cgil, Cisl e Uil: «Affermazioni gravi e diffamanti, vogliamo un incontro immediato con l’amministrazione comunale»

PENNE. Le accuse di Federico Domenicone ai rappresentanti sindacali dei lavoratori Brioni hanno scatenato forti reazioni. I sindacati ora chiedono un confronto urgente con l’amministrazione guidata dal sindaco Gilberto Petrucci.
Domenicone, capogruppo di maggioranza, nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha accusato i sindacati, sostenendo che «non stiano facendo gli interessi dei lavoratori ma prettamente l’interesse dell’azienda». E loro, i sindacati, replicano: «Abbiamo appreso da un video diffuso su Facebook delle gravi e diffamanti affermazioni fatte da un consigliere di maggioranza, capogruppo tra l'altro, del Comune di Penne, che in maniera del tutto gratuita ha accusato pesantemente i sindacati», precisano i rappresentanti Uiltec-Uil, Cgil e Femca-Cisl. «Affermazioni del tutto prive di fondamento che non possono essere accettate. Al contrario di chi ci accusa, noi come sindacati, nel corso di questi anni, abbiamo sempre, con i nostri mezzi, lottato contro l'azienda per difendere l’occupazione e i lavoratori. Il tutto dall’inizio della crisi, e cioè dal 2009, e non due giorni fa. Chiediamo», continuano le segreterie territoriali, «un confronto pubblico immediato con l’amministrazione comunale di Penne sulla vertenza Brioni. In quel contesto, chi ci accusa avrà sicuramente l’occasione di portare le prove che millanta di avere. Valuteremo poi le eventuali azioni da intraprendere nelle sedi opportune», concludono i rappresentanti sindacali.
Nel frattempo, il 31 dicembre è sempre più vicino e la forza occupazionale Brioni è destinata drasticamente a scendere. Nel corso dell’ultimo vertice tenuto in Confindustria, i vertici Brioni hanno confermato la necessità di procedere con la mobilità forzata di altre 24 unità, oltre alle 240 circa che già hanno accettato il percorso di uscita volontaria a fine 2022. Ad anno nuovo la forza lavorativa di Brioni dovrebbe passare da oltre 900 unità a circa 700. Una riduzione necessaria, secondo l’azienda, per equilibrare la forza produttiva con le richieste del mercato. Sicuramente un duro colpo per tutto l’indotto economico del territorio vestino. Brioni da sempre, infatti, ha rappresentato una risorsa occupazionale per i cittadini di Penne e per quelli dei territori vestini.
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