Cavallito portato a Pescara Ciamponi: «Non lo sapevo, la Asl tenuta all’oscuro»

24 Agosto 2022

PESCARA. Il trasferimento di Luca Cavallito, dal Policlinico Gemelli di Roma all’ospedale di Pescara apre un fronte polemico. Le condizioni dell’ex calciatore 49enne – vittima dell’agguato di un...

PESCARA. Il trasferimento di Luca Cavallito, dal Policlinico Gemelli di Roma all’ospedale di Pescara apre un fronte polemico. Le condizioni dell’ex calciatore 49enne – vittima dell’agguato di un killer il primo agosto nel bar del Parco di via Ravasco – sono migliorate per cui è stato deciso il suo rientro in città, ma la Asl non ne sapeva niente, e ha voluto rimarcare pubblicamente questo aspetto. Ieri mattina, pochi minuti prima delle 12, l’azienda sanitaria è intervenuta su questo aspetto con una nota ufficiale. Una nota del direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, ha confermato il ritorno di Cavallito nell’ospedale della città adriatica, ma ha anche fatto presente di non aver ricevuto alcuna comunicazione a riguardo, sottolineando la gravità di questo aspetto.
«Il paziente Luca Cavallito, sopravvissuto all’agguato del primo agosto scorso, è stato trasferito presso il presidio ospedaliero Santo Spirito di Pescara dall’ospedale Gemelli di Roma. In relazione a tale rientro», prosegue il comunicato stampa, «il direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi rileva di non aver avuto ricevuto nessuna informazione ufficiale e di aver appreso la notizia, in data odierna, da fonti giornalistiche. In quanto rappresentante legale della Asl ritiene doveroso rimarcare la gravità di tale mancata comunicazione», prosegue il documento con cui Ciamponi ha voluto prendere posizione sulla questione.
Cavallito era stato immediatamente trasportato in ospedale, a Pescara, la sera del primo agosto, finendo in sala operatoria. Si sono susseguiti gli interventi, da quel momento, per salvargli la vita, essendo stato raggiunto da quattro proiettili esplosi dal killer che ha ucciso Walter Albi, l’architetto 66enne che la sera del primo agosto era seduto al bar insieme a Cavallito, verosimilmente in attesa di qualcuno con cui avevano appuntamento, considerato che si sono seduti uno a fianco all’altro e non hanno mangiato subito le 12 pizze che gli erano state servite insieme a una birra, ma si sono intrattenuti ciascuno con il proprio cellulare. È stato allora che è arrivato un sicario, che evidentemente sapeva di trovarli lì o perché era informato direttamente della presenza dei due al bar sulla strada parco o perché qualcun altro aveva dato appuntamento lì ai due amici, facendoli cadere in una trappola mortale. Ma su questo, sull’identità del killer e di chi potrebbe averlo aiutato facendo da basista, e comunque su chi voleva uccidere Albi e Cavallito, continuano nel più stretto riserbo le indagini della squadra mobile, coordinate dalla Procura.
Il trasferimento a Roma, nei giorni scorsi, era stato deciso per affrontare i problemi epatici di Cavallito. E ora che la situazione è migliorata, è stato disposto il rientro in città per proseguire le cure.