Cento sanzioni in due giorni: Masci: «No ai raduni di famiglia»

Giovedì sfiorato il record di trasgressioni dall’entrata in vigore del decreto, violazioni oltre quota mille Fino a lunedì chiusi riviera, strada parco e ponte del Mare. Due morti ieri in città: le vittime ora sono 39
PESCARA. Cento multe in 48 ore, nei giorni in cui la settimana pasquale entra nel vivo, e sanzioni che superano quota mille dall’entrata in vigore del primo decreto emanato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per contrastare la diffusione del coronavirus. Giornata di controlli a tappeto in tutta la città ieri, con posti di blocco rinforzati e droni per monitorare dall’alto i nuovi punti “caldi”: riviera e ponte del Mare in particolare, diventati off limits con l’ultima ordinanza del sindaco Carlo Masci, “rinforzata” da quella del presidente della Regione Marco Marsilio, che giovedì ha confermato i provvedimenti dei sindaci dell’area metropolitana, e rilanciato con l’obbligo di mascherina a Pescara, Montesilvano e Spoltore.
I CONTROLLI Secondo gli ultimi dati ufficializzati dalla prefettura, solo giovedì santo sono stati 66 i trasgressori su 854 verifiche su persone a piedi o in auto. Una cifra che non si registrava dai giorni a cavallo tra il 18 e il 20 marzo, quando le sanzioni sono andate oltre quota 70. Ieri, altre decine di multe. Come era prevedibile, le trasgressioni superano quota mille dal 10 marzo a oggi. Le ultime trasgressioni sono state registrate un po’ su tutto il territorio comunale: non è mancato chi è arrivato per fare spese da fuori città, e addirittura da fuori provincia come nei casi di gente proveniente da Silvi e Pineto. Dopo quelle ai corridori diventati virali sul web, non sono mancati neanche i trasgressori scovati sulla spiaggi: emblematico ieri il caso del genitore che faceva ginnastica su uno scoglio con la bambina.
IL QUESTORE Gli agenti impegnati in questo giorni sono stati ricordati in particolare dal questore Francesco Misiti in occasione della cerimonia per il 168esimo anniversario della fondazione della polizia di Stato. Misiti ha esaltato l’impegno degli agenti nel fronteggiare «un’emergenza straordinaria, unica, che vede in prima linea donne e uomini, in questo periodo chiamati quotidianamente a vigilare sulle misure di contenimento di un nemico sconosciuto, invisibile, pertanto difficile da affrontare, per il quale non esiste alcun addestramento efficace, ma solo il buon senso. Hanno risposto da veri professionisti, con il consueto spirito di sacrificio, dosando inflessibilità e umanità». Ieri sono stati due i morti registrati a Pescara: sono venuti a mancare un uomo di 68 e un altro di 84 anni, che portano a 39 il numero totale dei pescaresi che hanno perso la vita a causa del coronavirus.
MASSIMA ALLERTA Fino a Pasquetta resta perciò confermata la massima allerta per evitare violazioni alle disposizioni emanate a ogni livello per impedire assembramenti, riunioni e spostamenti non autorizzati. I più temuti sono quelli di chi non resiste al tradizionale ritrovo di famiglia, per il quale nei giorni scorsi lo stesso sindaco Carlo Masci ha lanciato uno dei suoi appelli quotidiani: «L’unica sicurezza arriva dallo stare in casa, anche a Pasqua, se vogliamo superare questo momento difficile», aveva detto il sindaco, «non è possibile neppure passare la Pasqua con i parenti».
I DIVIETI Tra l’altro, proprio Masci ieri è stato toccato dalle polemiche per la presenza al passaggio del feretro dell’armatore Mimmo Grosso nella zona della Marina. Il primo cittadino si è difeso spiegando che era nella zona di passaggio mentre andava in municipio. A ogni modo fino al 13 aprile è vietato passare a piedi o in bici su lungomare, strada parco e ponte del Mare, ed è inoltre obbligatorio, per chi esce di casa, indossare la mascherina.
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