Chiesa gremita per Gianluca La figlia: «Di sicuro avrai già perdonato la montagna»

30 Maggio 2023

Dall’altare le parole della sorella Federica: «Sei morto dove avresti voluto» Il cordoglio del sindaco Masci. L’omelia di Don Emilio: ci hai insegnato il sacrificio

PESCARA. «Non ci sono parole per la tragedia che sto vivendo. Mio padre amava la natura e la rispettava. Quel maledetto canale ha deciso di metterlo alla prova, ma sono sicura che lui la montagna l’ha già perdonata. Mi ha insegnato tutto e ora insegnerà agli angeli. Un giorno ci rivedremo tutti. Ora tu, papà, proteggici come hai sempre fatto». Sono le parole scritte da Sofia, la figlia 13enne di Gianluca Camplone, il 51enne pescarese precipitato dalla parete nord del Corno Piccolo, e lette ieri pomeriggio durante il funerale nella chiesa di Sant’Antonio, gremita. Camplone era un rappresentante di protesi sanitarie con la passione per la montagna. Da quattro anni era nel direttivo dello Sci club Aterno Pescara. Sulla bara, c’era la tuta da gara del club e la foto di lui felice in montagna sugli sci.
«Era contento», ha sottolineato la sorella Federica. «Aveva la fede che i nostri genitori gli hanno trasmesso. Gianluca ora è in cielo con Cristo e pregherà per la sua Sofia, che amava immensamente. Sabato, poco prima dell’incidente, ci ha mandato una foto bellissima, in cui si vedeva una mano. Era la mano di Dio che poi l’ha portato con sé». Federica ha parlato poi dell’amore del fratello per il creato. «Se gli avessero chiesto come avrebbe voluto morire, avrebbe detto così come è stato e cioè in montagna, facendo ciò che più gli piaceva. Lui era amorevole, sorridente, spiritoso. Sentiremo la sua mancanza, ma è vivo e sta in cielo». Addolorati, ma sorretti da una profonda fede, i genitori Loretta e Mario, la compagna Ersilia e i suoi 5 fratelli, oltre Federica, Alessia, Paolo, Francesco e Stefano. Nell’omelia, don Emilio Lonzi ha invitato tutti, sull’esempio di Gianluca, a guardare in su. «Lui amava conquistare le vette. Oltre a quelle delle montagne, ha conquistato le vette dell’amore, della paternità e del paradiso. Adesso ci sta dicendo di non fermarci, di guardare oltre e di continuare a camminare per raggiungere le mete successive. È la voce che ci incoraggia ad andare avanti. Ci ha insegnato con il suo esempio l’importanza del sacrificio e della perseveranza. Questa è una storia d'amore che non finirà mai, il dolore va riempito con l’amore». E poi il messaggio del nonno Piero. «Con lui se ne va un pezzo di me. Il suo volto felice e sorridente mentre cammina fra i sentieri ci accompagnerà per sempre». Presenti in chiesa anche il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, il vice presidente Berardino Fiorilli, l’assessore Eugenio Seccia, il consigliere Francesco Pagnanelli, amico di Gianluca sin da ragazzo.
«Era speciale per tutti noi», ha detto Masci dall'altare, «si faceva voler bene. Aperto, solare, conosceva e praticava i valori dello sport. E soprattutto era un uomo di fede con una famiglia splendida. Abbiamo comunque la certezza che ci ha lasciato facendo quello che più gli piaceva e nel posto che amava». (a.d.f.)
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