Chieti, Di Maio e Di Battista scatenati sul palcoscenico

3 Febbraio 2019

Supercinema gremito per i 2 big che lanciano la volata finale a Sara Marcozzi Gli attacchi a Marsilio, Berlusconi e al centrosinistra. «Noi vicini alla vittoria»

CHIETI. «Siamo a un passo dalla vittoria. Berlusconi continui a dire che siamo l’apocalisse: porta bene». Il vicepremier Luigi Di Maio, insieme ad Alessandro Di Battista, riempie il Supercinema di Chieti e lancia la volata a Sara Marcozzi, candidato presidente dei 5 Stelle alle elezioni regionali di domenica prossima. Parla poco di Abruzzo e tanto di temi nazionali, il ministro del Lavoro. Dalla Tav («Finché ci saremo noi non si farà») alla sanità («I direttori sponsorizzati dalla politica li cacceremo a calci»), dalla legge anticorruzione («Ristabilirà anche il merito») fino reddito di cittadinanza («Farà ripartire pure le imprese»). Ma il più scatenato della serata è Di Battista. «Liberate questa regione dai vecchi politicanti, anche a costo di rompere qualche relazione familiare», si infervora in maniche di camicia fino a diventare rosso in viso. «Se avete un cugino che si candida con Forza Italia, ad esempio, mandatelo a fan…». E dalla folla si alza quasi un ruggito, tra applausi e grida, in una sorta di V-Day in versione abruzzese. BASTA PROMESSE. Ma facciamo un passo indietro, perché la prima a parlare dal palco è Sara Marcozzi. La candidata dei grillini si scaglia contro il centrodestra e il centrosinistra: «Sono professionisti della promessa: hanno la precisa volontà di tenerci in uno stato di bisogno. Devono smetterla di restituire favori a chi paga loro le campagne elettorali. Noi questo problema non lo abbiamo perché ci finanziate voi cittadini». Marcozzi raccoglie il pieno di applausi quando grida al microfono, riferendosi al governo regionale uscente: «Siamo stufi e arrabbiati. Sono più interessati a finanziare la sagra della marrocca piuttosto che il fondo per i bambini disabili. Questo non è più accettabile». Non manca una frecciata a Marsilio: «Forse lui non sa nemmeno cos’è una marrocca… È assurdo che, tra un milione e 300 mila abitanti, il centrodestra non sia riuscito a trovare un candidato della nostra regione. Non basta farsi una foto mentre si girano gli arrosticini per sembrare abruzzese. La Lega? È piena di gente di Forza Italia». La candidata dei 5 Stelle riassume così il programma elettorale: «Abbiamo in mente un piano Marshall per il lavoro: sapremo sfruttare i fondi europei e non faremo bandi a pioggia. Aiuteremo le imprese attraverso accesso al credito, aiuti per le assunzioni, credito di imposta, incentivi per le nuove aperture e per le donne. Serve un piano di riordino per la sanità: taglieremo gli sprechi, non i reparti. Ci interessa fare interventi che migliorino la qualità della vita e il turismo, un settore su cui mai nessuno ha investito realmente».
REDDITO DI CITTADINANZA. Di Battista dice di tutto e di più, punzecchiando soprattutto la Lega: «Se vuole la Tav, andasse da Berlusconi e nemici come prima». Poi, ecco un inno al reddito di cittadinanza: «Deve diventare un diritto umano come potersi curare in un ospedale e avere un’istruzione. Per la prima volta qualcuno potrà andare in un supermercato e comprare un po’ di carne e un po’ di pesce: anche in Abruzzo c’è gente che rinuncia alle proteine perché non ce la fa economicamente. Il Pd, che raccoglie firme contro questa iniziativa, deve scomparire».
RIVOLUZIONE GENTILE. L’ultimo a parlare è Di Maio. «Da questo palco, un anno fa, è partita la nostra rivoluzione gentile», è la premessa del vicepremier, in maglioncino blu e camicia bianca. «Ora anche in Abruzzo dobbiamo riprenderci i nostri soldi e dire basta agli sprechi: l’unico modo per farlo è eleggere Marcozzi». Il ministro del Lavoro si concentra sui temi nazionali. Su tutti, la Tav: «Finché saremo al governo ci opporremo a spendere 20 miliardi dei contribuenti europei quando, con gli stessi soldi, si possono costruire 2.500 scuole antisismiche per due milioni e mezzo di alunni».
Di Maio rivolge poi un appello finale a chi affolla il Supercinema: «Entro domenica, ognuno di voi dovrà parlare con almeno due persone che non hanno intenzione di andare a votare. Per convincerli a scegliere il nostro movimento, basterà dire loro perché avete deciso di trascorrere qui il vostro sabato sera».
ECCO UN ALTRO BIG. E domani in Abruzzo arriva un altro big dei 5 Stelle, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Alle 16.40, nella sala conferenze del porto turistico di Pescara, incontrerà Sara Marcozzi.