Cimitero e corruzione, s’indaga su incarichi per 104mila euro

19 Gennaio 2024

I compensi sono stati ricevuti dal figlio dell’architetto comunale che avrebbe omesso i controlli I carabinieri sequestrano il computer del giovane: ora l’obiettivo è ricostruire i movimenti di denaro

FRANCAVILLA. Incarichi lavorativi per 104mila euro in cambio delle mancate iniziative per bloccare l’interramento di rifiuti pericolosi e amianto nel cimitero di Francavilla. Intorno a questa ipotesi ruota il reato di corruzione che la procura della Repubblica di Chieti muove nei confronti di Maurizio Basile, 55 anni di Chieti, architetto del Comune di Francavilla e responsabile unico del procedimento per ampliare il camposanto.
Stando a quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri del nucleo investigativo di Chieti, Matteo Basile (anche lui indagato), 25 anni, figlio di Maurizio, ha ricoperto ruoli apicali e svolto incarichi in società riconducibili a Franco Antonio De Francesco, l’imprenditore 56enne di Isernia che stava eseguendo i lavori all’interno del cimitero.
Sempre secondo le accuse, Maurizio Basile non ha adottato azioni concrete per evitare che continuassero a essere sepolti i rifiuti. E tutto questo nonostante alcune segnalazioni parlassero chiaramente dell’interramento illecito di materiali. Ora l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani punta ad accertare l’effettivo svolgimento di quelle prestazioni lavorative da parte di Matteo Basile, tenuto conto che – sempre nell’ipotesi accusatoria – i compensi ricevuti potrebbero nascondere il prezzo della corruzione.
Nel corso della perquisizione nella casa di Ortona di Matteo Basile, i carabinieri hanno sequestrato un computer contenente documenti utili per ricostruire il movimento di denaro. La procura ha affidato l’incarico al consulente tecnico Gianfranco Del Prete per estrapolare i dati del pc.
Nell’inchiesta con 10 indagati – in cui sono contestati pure i reati di frode nelle pubbliche forniture, gestione o realizzazione di discarica non autorizzata e soppressione di cadavere (tra i rifiuti sono stati trovati anche resti umani) – hanno ricevuto l’avviso di garanzia anche l’imprenditore Alessandro De Francesco, 54 anni, di Isernia; Carlo Sbaraglia, 59 anni di Francavilla, dipendente dell’azienda incaricata dell’intervento; Luigi Febo, teatino di 58 anni, presidente del consiglio comunale di Chieti, coinvolto non nella veste di politico ma per la sua attività professionale di architetto e, nel caso specifico, di direttore dei lavori per l’ampliamento; Lesya Tsiluyko, ucraina di 46 anni, compagna di Franco Antonio De Francesco e amministratrice di una società a lui riconducibile; Marcello Gianferotti, 57 anni di Massa Marittima, che ha rapporti economici con lo stesso imprenditore; le società Cimitero San Franco e De Francesco Costruzioni (responsabilità amministrativa).
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