Cinema Michetti, riapre il cantiere Avrà il palco estensibile e 371 posti

10 Agosto 2018

I lavori da un milione di euro possono ripartire: dopo un anno il Comune ha risolto il contenzioso Dovrebbe essere pronto nel 2020. L’assessore: «Sarà il teatro che la città aspetta da sempre»

PESCARA. Il teatro Michetti tornerà agli antichi splendori entro il 2020. Prima della fine dell’anno ripartiranno i lavori di ristrutturazione dello storico edificio, intitolato all’allora proprietario Vicentino Michetti, fermi da circa un anno per via di intoppi burocratici causati da contenziosi sugli appalti.
Ma «i contenziosi sono stati risolti, ora possiamo riprendere da dove abbiamo lasciato. Entro l’anno ripartono i lavori e questo sarà, oltre che sala cinematografica e centro di cultura, il teatro che la città aspetta da sempre» annuncia con soddisfazione l’assessore ai Beni Culturali Giovanni Di Iacovo che ha effettuato un sopralluogo nella struttura all’angolo tra viale D’Annunzio e via Conte di Ruvo, insieme al consigliere Daniela Santroni, per verificare lo stato dei lavori che ripartiranno con una base di un milione di euro.
Il Centro è entrato in esclusiva in quel tempio della cultura «inaugurato in pompa magna il 6 agosto 1910, alle 21.30, con il Werther di Massenet», si legge nel volume “La grande storia” di Licio Di Biase. Quella sera di 108 anni fa, il teatro scintillava di luci e di gente elegante che stava scrivendo una pagina di storia, senza saperlo.
Oggi l’edificio, all’interno, è uno scheletro di mura buie, circondate e bloccate dai ponteggi. Di primo acchito, sembra un posto spettrale. Poi il cuore si scalda e riaffiora la storia di un luogo, un cinema e anche un teatro, dove tanti pescaresi sono stati protagonisti su quel palcoscenico che non c’è più da tempo immemore, calpestato anche dall’assessore Di Iacovo che ricorda «i tanti musical con gruppi locali e le serate indimenticabili anni fa, ma anche, più vicino nel tempo, la giornata inaugurale della giunta comunale».
Nel mezzo della sala, oggi, c’è il grande vuoto del cantiere aperto, che presto sarà riempito di un palco estensibile «concepito con le moderne tecnologie per soddisfare tutte le esigenze artistiche»; di una grande platea «che sarà montata entro il mese» e che avrà una capienza di 201 posti. Altri 170 saranno realizzati in galleria, per complessivi 371 posti a sedere, contro i 400 di un tempo.
«Il teatro Michetti, di proprietà comunale», si legge nel progetto definitivo-esecutivo del Comune, intitolato “Intervento di recupero e ristrutturazione del Michetti”, con le firme del project manager Tommaso Vespasiano, del responsabile del procedimento Angelo Giuliante e dello studio di progettazione dell’architetto Mirko Giardino, (direttore dei lavori Giancarlo Laorenza), «ha un corpo a pianta rettangolare alto 15 metri, la sala teatrale e i locali accessori avranno una superficie di 375 metri quadrati, il primo piano con la galleria, le sale toilette e la cabina di proiezione coprirà una superficie di 265 metri quadri». Altri 180 metri quadrati saranno riservati ai camerini e altri locali accessori. Non mancheranno sala bar e uffici.
Dal progetto si apprende, inoltre, che «l’area di intervento è sottoposta a vincolo archeologico, storico e architettonico». E che gli obiettivi dell’amministrazione, sono quelli di «restituire alla città un edificio di grande valore storico, che in passato, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, costituiva un importante luogo di riferimento della città; conferire all’edificio una funzione che risponda alle moderne esigenze di socialità e aggregazione e riportare l’immobile all’originaria vocazione di teatro».
L’assessore spiega che «i lavori riprenderanno entro la fine dell’anno, probabilmente in autunno se lo consentiranno i tempi tecnici, con la conclusione del primo lotto, tetto e galleria da finire; con l’avvio del secondo lotto, impianti elettrici e rifiniture e in ultimo gli arredi».
Un tempo le pareti erano decorate con stucchi, in legno le capriate del soffitto. Nell’aprile 1915 il Comune concesse a Vicentino la licenza di aprire un Caffè.
«Nel 1944 il teatro fu distrutto da un incendio», si legge nella relazione tecnica del Comune che attinge agli scritti dello storico Di Biase, «e nel 1948 fu ricostruito a opera dei figli di Vicentino, Camillo e Visconti. Essi apportarono notevoli modifiche: furono eliminati balconata e loggione, l’ingresso fu spostato lateralmente, nell’edificio adiacente e al primo piano fu creato un foyer» di intrattenimento degli spettatori durante le pause.
Tra un paio d’anni, se saranno rispettate le tempistiche dei lavori, ancora una volta, il Michetti risorgerà dalle sue ceneri.