Cittadini-sentinelle contro i ladri Scatta il “controllo di vicinato”

Il Comune ha sottoscritto il protocollo con la Prefettura in cui si chiede la collaborazione dei residenti Si tratta di segnalare movimenti sospetti ai referenti di zona che attiveranno poi le forze dell’ordine
MONTESILVANO. Cittadini, amministrazione comunale e forze dell’ordine uniti per prevenire i crimini e aumentare la sicurezza in città. Fa appello proprio alla collaborazione dei residenti di Montesilvano il progetto “Controllo di vicinato”, un’iniziativa alla quale il Comune ha aderito sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura di Pescara, coordinata dal prefetto Flavio Ferdani.
Dopo la raffica di furti messa a segno negli ultimi mesi, soprattutto ai danni delle attività commerciali del centro, e dopo gli ultimi arresti per droga che, in meno di due settimane, hanno permesso a polizia di Stato e carabinieri il sequestro di oltre quattro chilogrammi di stupefacenti, il sindaco Ottavio De Martinis ha deciso di utilizzare ogni strumento a disposizione per contenere la criminalità in una città di 54mila abitanti che, nel periodo estivo, cresce a dismisura grazie ai turisti. Da un lato, l’amministrazione spera di implementare il sistema di videosorveglianza con un progetto da 140mila euro che prevede 6 rilevatori di targhe e ulteriori 40 occhi elettronici. Dall’altro, c’è invece la preziosa collaborazione di chi, vivendo o lavorando in città, ha uno sguardo privilegiato sui quartieri. Come si legge nel documento, infatti, il progetto del controllo di vicinato si basa sulla valorizzazione di «percorsi di cittadinanza attiva e di partecipazione diretta dei cittadini».
L’attività di controllo verrà svolta da gruppi di cittadini che potranno contare su un referente di zona e un coordinatore generale e che dovranno limitarsi a una semplice osservazione e segnalazione ai referenti di fatti e circostanze, come ad esempio passaggi di persone o mezzi ritenuti sospetti, allarmi o rumori limitati alle zone antistanti alla propria abitazione o luogo di lavoro. Sarà poi il coordinatore generale a informare le forze dell’ordine che potranno essere chiamate direttamente dai cittadini solo in presenza di situazioni gravi come furti, rapine e aggressioni in atto. Ovviamente, i cittadini, così come i referenti di zona e il coordinatore generale, non potranno utilizzare uniformi, emblemi o simboli delle forze dell’ordine o di movimenti politici e sindacali. Così come è vietato l’intervento attivo, il pattugliamento del territorio, l’indagine sugli individui, la schedatura delle persone e l’intromissione nella sfera privata altrui.
Dal proprio canto, il sindaco si impegna, tra le altre cose, a pubblicizzare il progetto, a implementare la videosorveglianza e a promuovere assemblee pubbliche, mentre la Prefettura ad assicurare la formazione e a convocare, almeno una volta all’anno, una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza con la partecipazione del Comune.
Le forze di polizia, infine, saranno a disposizione per incontri con la popolazione per fornire informazioni sui delitti più frequenti e dare consigli su come proteggersi.

