Clima buono, Pescara e Chieti sono tra le città migliori d’Italia

La città adriatica al quinto posto della graduatoria nazionale, settima posizione per quella teatina In 35ª posizione Teramo. L’Aquila è 48ª, ma vanta il primato dell’assenza di precipitazioni estreme
In un decennio, dal 2013 al 2023, sono aumentati picchi di caldo, con ondate di calore oltre i 35 gradi, e precipitazioni estreme. Un clima sempre più “pazzo”, che fa salire la temperatura media annua, con sempre meno piogge, ma più intense. In Abruzzo è Pescara la città con il miglior clima, al quinto posto dalla classifica nazionale. Tra le prime dieci si piazza anche Chieti, che figura in settima posizione. È quanto emerge dalla nuova edizione dell’indice del clima del Sole 24 Ore. La classifica è aggiornata con i dati forniti da 3bmeteo relativi all’ultimo decennio. Bisogna scorrere l’indice della città capoluogo per trovare, al 35° posto, Teramo e, con la performance peggiore, L’Aquila, che è solo 48ª in classifica. Di contro, però, il capoluogo di regione, agguanta un primato: quello di migliore città e prima in Italia quanto ad assenza di precipitazioni estreme, con giorni di accumulo di pioggia inferiore a 40 millimetri.
CLIMA IN ABRUZZO
Nei dieci anni analizzati, emerge, Pescara ha fatto registrare un aumento di temperatura di un grado, Chieti di 0,06 gradi, Teramo di 0,17 e L’Aquila di 1,83 gradi. Sempre Pescara è terza in graduatoria per le ondate di calore, con quattro sforamenti dei trenta gradi per tre giornate consecutive. La classifica viene utilizzata ogni anno nell’indagine della Qualità della vita per raccontare in quale dei 107 capoluoghi si viva meglio dal punto di vista climatico, in base a dieci parametri che misurano le più frequenti condizioni di “bel tempo”. I 10 indici che compongono la graduatoria finale sono stati scelti ed elaborati dalla redazione del Sole 24 Ore e validati dal team di esperti meteorologici di 3bmeteo. In testa alla classifica c’è Bari, seguita da Imperia e Barletta-Andria-Trani. Chiudono, con il clima peggiore, Pavia, Alessandria e Belluno. Il trend delle temperature, in base ai dati certificati da più fonti internazionali, conferma che l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato. I fenomeni climatici estremi, picchi di calore, umidità e forte nebbia, precipitazioni concentrate e abbondanti, resi più frequenti dal cambiamento in corso «stanno modificando», dice la ricerca, «speranza e stili di vita, mortalità, spopolamento e flussi migratori».
I DIECI PARAMETRI
La classifica fa riferimento al punteggio medio, acquisito da ogni capoluogo, nei dieci parametri meteorologici che sono indice di soleggiamento, ovvero le ore di sole medie giornaliere, umidità relativa (giorni fuori comfort climatico con umidità media maggiore del 70% o minore del 30%, indice di calore cioè i giorni con temperatura percepita superiore a 30 gradi, le raffiche di vento (giorni con raffiche superiori a 30 nodi), ondate di calore che si riferiscono a uno sforamento maggiore di 30 gradi per tre giorni consecutivi, piogge e siccità (giorni con accumuli maggiori di 2 millimetri in almeno una fascia oraria), precipitazioni estreme con giorni con accumulo di pioggia superiore a 40 millimetri, nebbia, brezza estiva, con la media giornaliera dei nodi di vento tra luglio e settembre. Infine, i giorni freddi caratterizzati da una temperatura massima percepita inferiore a tre gradi, come media annua. Per la prima volta un territorio del Mezzogiorno conquista il primato in un indice sintetico tematico della Qualità della vita, scalzando Imperia – oggi seconda – che si era posizionata in testa nelle precedenti edizioni: la prima pubblicata nel 2019 con i dati sul decennio 2008-2018 e la seconda nel 2022 con i dati sul decennio 2011-2021. Oltre al capoluogo pugliese, altre sei aree del Sud popolano la top ten del benessere climatico: Barletta-Andria-Trani al terzo posto, Catania al quarto, Pescara al quinto, Chieti al settimo, Brindisi all’ottavo, Agrigento al nono e Cagliari al decimo. Tra le città con il clima migliore spiccano le zone costiere, così come alcune città in quota capaci di offrire maggiore comfort grazie alla circolazione dell’aria, rispetto alle aree interne: qui aumentano le ore di sole, l’indice di calore resta medio-basso, mitigato dalla brezza estiva, e sono pochi gli eventi estremi.
MENO PIOGGE, PIù INTENSE
Analizzando i dati delle piogge, che a livello generale sono in calo, l’attenzione cade sui fenomeni più intensi. I giorni con accumulo di pioggia oltre i due millimetri sono in netto calo in tutte le aree geografiche, Abruzzo compreso. La situazione più preoccupante si registra al Nord, mentre al Centro e al Sud si contano 24 e 11 giorni piovosi in meno rispetto al passato, ma aumentano le precipitazioni estreme, in cui in sei ore scendono più di 40 millimetri di pioggia. Non accade all’Aquila, dove non sono stati rilevati eventi di questo tipo.

