Cominciati i lavori in via Tavo Presto il rientro nelle abitazioni

23 Gennaio 2018

PESCARA. I lavori al “ferro di cavallo” sono cominciati ieri, a meno di 24 ore dall’incendio di un appartamento al terzo piano del palazzo popolare di via Tavo. E proseguiranno per un altro paio di...

PESCARA. I lavori al “ferro di cavallo” sono cominciati ieri, a meno di 24 ore dall’incendio di un appartamento al terzo piano del palazzo popolare di via Tavo. E proseguiranno per un altro paio di giorni. Poi le famiglie che domenica hanno dovuto lasciare le proprie case, potranno tornare negli appartamenti liberati dopo l’allarme incendio.
La macchina dell’Ater si è mossa subito per fare in modo che lo stabile dove è avvenuto il rogo torni fruibile in breve tempo da parte degli inquilini, alcuni dei quali sono finiti in hotel mentre altri sono ospitati da parenti. E così ieri mattina sono entrate in azione le ditte incaricate di controllare l’impiantistica, l’ascensore e gli aspetti legati all’edilizia. Dopo aver provveduto ad asciugare i locali che sono stati inondati dall’acqua dei vigili del fuoco, si sta provvedendo a sistemare la gradinata, rimuovendo le tracce lasciate dal fumo che ha invaso le scale, partendo dall’appartamento al terzo piano dove è scoppiato l’incendio. «In due o tre giorni faremo rientrare le famiglie», assicura il dirigente dell’Ater Carmine Morelli che ha eseguito un primo sopralluogo domenica pomeriggio, subito dopo il rogo. Solo l’alloggio dove si sono sviluppate le fiamme rimarrà vuoto più a lungo perché lì i lavori vanno concordati (e soprattutto pagati) con gli occupanti, spiegano dall’Ater facendo notare che i danni sono consistenti, perché quella casa è distrutta. E i soldi non sono mai abbastanza, all’Ater.
«Piove sul bagnato», dice l’amministratore unico Virgilio Basile facendo riferimento alle casse dell’azienda, le cui risorse non sono sufficienti per affrontare tutte le situazioni difficili, e sono tante. «Quando accadono episodi del genere per noi è sempre un dramma, ma per fortuna non sono stati registrati danni strutturali», commenta Basile sottolineando che nel palazzo interessato dall’incendio sono stati eseguiti negli anni scorsi lavori di efficientamento energetico. Un intervento «importante» con la coibentazione a cappotto, gli infissi nuovi, l’eliminazione dell’amianto, e nuovi canali di gronda. Resta il fatto che questo e gli altri palazzi del ferro di cavallo, con le aree circostanti degradate e sporche, non danno certo l’idea di essere il meglio dell’edilizia popolare, anzi. Molto dipende dagli inquilini, cioè dal modo in cui tengono le case, dicono dall’Ater, che non ha interventi in programma su questo complesso, tristemente noto per lo spaccio di droga. Ma alcuni inquilini borbottano, si lamentano dello stato di abbandono.
A proposito di degrado l’assessore comunale Gianni Teodoro ricorda di aver rafforzato la squadra della polizia municipale che si occupa di contrastare i fenomeni che danneggiano l’immagine della città, come accattonaggio e bivacchi, ma non solo. «Con le altre forze di polizia ci impegniamo affinché la situazione sia sotto controllo ma è importante anche il contributo dei cittadini», in via Tavo come altrove. «Servono educazione e senso civico», dice Teodoro. «La società Attiva si occupa di spazzare e rimuovere il pattume ma i cittadini si devono occupare di tenere in ordine la zona». E invece ci sono rifiuti ovunque, mobili abbandonati, carcasse di auto, attorno al ferro di cavallo. E da questo punto di vista «serve rispetto per la cosa pubblica».
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