«Con quei rimborsi chilometrici per l’auto potevano fare tre volte il giro del mondo»
L’ex presidente dell’Aca Ezio Di Cristoforo, per l’accusa, avrebbe fatto in un anno il giro del mondo per tre volte con la macchina mentre il suo vice Giuseppe Di Michele avrebbe quasi completato tre...
L’ex presidente dell’Aca Ezio Di Cristoforo, per l’accusa, avrebbe fatto in un anno il giro del mondo per tre volte con la macchina mentre il suo vice Giuseppe Di Michele avrebbe quasi completato tre giri. C’è una parte della relazione sulla contabilità dell’Aca dedicata ai rimborsi per le indennità chilometriche e «alla crescita esponenziale», come sottolinea il consulente Gianluca Vita. In particolare, l’accusa si sofferma sugli anni 2009 e 2010 annotando che «almeno per il presidente e per il vice presidente l’importo è stato costantemente maggiore di un compenso mensile medio». Quindi, il consulente illustra i dati al vaglio della magistratura in una tabella: per il 2009 Di Cristoforo avrebbe chiesto un rimborso per i chilometri percorsi di 20 mila euro e il suo vice di circa 17 mila euro. Poi, nella nota, il consulente considera i costi della benzina e commenta: «Di Cristoforo per chiedere a rimborso tale cifra deve aver percorso nell’anno servizi attinenti all’Aca di circa 70.400 chilometri e DI Michele quasi di 60mila chilometri», ovvero più o meno tre volte il giro del mondo in auto. Ai rimborsi sospetti per le indennità chilometriche il consulente aggiunge anche quelli per cene a Minsk in Bielorussia, regali e visite a monumenti in Spagna e l’acquisto di bistecche e arrosticini. «E’ il malcostume dei rimborsi», dice il perito della procura, «in spregio alla norma che chiede per gli enti pubblici una regolamentazione interna delle spese di rappresentanza, primo elemento necessario per un’azione pubblica legittima». La consulenza della procura è di circa 140 pagine e ha messo le mani nella parte contabile dell’Aca ipotizzando dei reati che dovranno essere verificati.

