Concorso per disabili colloqui a notte fonda «L’esito già scritto»

Contestata la selezione per due posti da impiegati Tra i vincitori c’è la figlia di un collaboratore di D’Amario
PESCARA. Un concorso alla Asl cominciato alle 9,30 di mercoledì 25 febbraio e finito più di 16 ore dopo, quando era già arrivato giovedì, alle 0,55. Una selezione per due posti da impiegati riservati ai disabili, andata avanti a oltranza e finita tra le contestazioni. Con i candidati costretti a restare quasi un giorno nell’aula magna dell’ospedale e, alla fine, i laureati hanno preso punteggi più bassi di altri partecipanti che hanno solo la licenza media. E adesso non è detto che non arrivino ricorsi e denunce. «Cinque parenti dei candidati sono venuti a chiederci assistenza legale», dice il segretario provinciale del sindacato Fials Gabriele Pasqualone, «ci hanno raccontato che i colloqui sono sembrati una buffonata e ora stiamo valutando se ci sono le possibilità di fare ricorso per annullare il concorso». Ma una delibera del direttore generale Asl Claudio D’Amario attesta la «regolarità degli atti».
Due vincitori. La selezione è stata fatta in collaborazione con il Silus collocamento disabili della Provincia di Pescara. Al secondo posto, tra 44 candidati più un’altra che ha rinunciato per la selezione troppo lunga, si è classificata la figlia di un collaboratore del manager D’Amario. «Questo concorso aveva un esito già scritto: l’ho sentito dire tante volte», rivela Pasqualone che racconta anche un particolare: «Una partecipante di Loreto era così preoccupata che quasi un mese fa ha chiesto al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, durante un convegno in Provincia, di garantire il rispetto della legalità a quel concorso. Durante l’attesa, la candidata è addirittura svenuta ed è stata soccorsa dagli amministratori presenti. Quel giorno io ero presente e ho assistito alla scena. In quell’occasione», continua il sindacalista, «D’Alfonso ha promesso che si sarebbe impegnato ma i fatti successivi dimostrano che non è cambiato niente».
A tempo indeterminato. Insieme al primo classificato, la figlia del collaboratore di D’Amario sarà assunta alla Asl per tre mesi e farà un tirocinio di 36 ore a settimana pagato 600 euro al mese. Il tirocinio, «eventualmente rinnovabile», è il lasciapassare per l’assunzione a tempo indeterminato con la qualifica di coadiutore amministrativo, cioè un impiegato con il compito di protocollare e archiviare documenti.
«Disabili eroi». In una lettera sfogo al Centro, il parente di una candidata racconta il concorso più lungo, dalla mattina alla notte: «Dal verbale», dice, «risulta che i colloqui hanno avuto inizio alle 9,30 e termine alle 0,45 con il presidente che scioglie la seduta alle 0,55. Altro che disabili, i partecipanti sono stati trattati da super-eroi». Più di 16 ore solo per i colloqui.
Giudizi contestati. La commissione, presieduta dal direttore del settore Gestione risose umane della Asl Vero Michitelli e composta da Francesca Rancitelli, direttrice del dipartimento Affari legali, e da Fabrizio Verì, ha valutato i candidati con punteggi da 1 a 5 per «capacità di apprendimento e applicazione delle conoscenze», «capacità di esecuzione di compiti e richieste generali», «capacità di comunicazione» e «capacità di interazione e relazioni interpersonali». «I giudizi relativi al maggior grado di idoneità saranno riassunti dalla valutazione numerica» apposta alla fine di ogni colloquio.
Assunzioni quasi certe. Una delibera di D’Amario appena approvata spiega cosa accadrà: «Al termine del tirocinio, i tirocinanti sosterranno un colloquio e, nel caso di esito positivo, gli stessi saranno assunti a tempo indeterminato mentre in caso di esito negativo del colloquio la Asl valuterà se far ripetere o meno il tirocinio».
«Concorso da rifare». Ma la Fials mette in discussione il percorso seguito dalla Asl: «La Asl non può fare una selezione del genere ma deve basarsi sulla graduatoria inviata dal Centro per l’impiego: la legislazione è chiara. Invito il presidente della commissione a verificare se sono state rispettate tutte le procedure per l’assunzione del personale le cui qualifiche non sono soggette a concorso ma solo a verifica dell’idoneità all’incarico. A questo punto, chiediamo un intervento di D’Alfonso per mettere fine a concorsi personalistici. Il presidente deve assumersi la responsabilità davanti ai cittadini di fermare questo modo di fare».
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