Contributi per la ricostruzione ottenuti illecitamente: tredici indagati

13 Novembre 2014

La Guardia di Finanza scopre che per uno stabile di Campotosto danneggiato prima del terremoto sono stati percepiti attraverso abusi e falsi 2,4 milioni di euro

L'AQUILA. Tredici persone tra cui il sindaco di Campotosto Antonio Di Carlantonio, proprietari di immobili, professionisti e imprenditori, sono indagate dalla Procura della Repubblica dell'Aquila nell'ambito di un'inchiesta che riguarda un contributo di circa 2,4 milioni di euro destinato alla ricostruzione di uno stabile a Campotosto (L'Aquila).

Secondo l'accusa l'immobile era fatiscente già prima del terremoto del 2009, come risulta, tra l'altro, da denunce per atti di vandalismo: quindi il finanziamento pubblico per la ristrutturazione, concesso per danni causati dal sisma, non era dovuto. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Le persone finite nei guai rispondono di abuso d'ufficio e indebita percezione di contributi statali. Sulla base di indagini condotte dalla Finanza e coordinate dal procuratore dell'Aquila, Fausto Cardella, e dal pm Simonetta Ciccarelli, il gip del tribunale aquilano Guendalina Buccella ha disposto il sequestro di circa un milione e 200mila euro, importo pari al totale dei Sal (ovvero Stati di avanzamento lavori) liquidati finora: circa la metà dei contributi riconosciuti, oltre al sequestro preventivo del conto corrente dedicato acceso per le movimentazioni di denaro connesse ai lavori.

«La vicenda ha fatto drammaticamente emergere la convergenza di interessi tra amministratori comunali, imprenditori, professionisti e proprietari in danno della collettività», si legge in una nota del comando provinciale della Guardia di Finanza.