Coprifuoco in tutta Italia dalle 23 e spostamenti vietati tra regioni

22 Ottobre 2020

È in arrivo un nuovo Decreto del presidente del consiglio: tornano anche le autocertificazioni Tra le ipotesi didattica a distanza per le superiori e chiusura dei centri commerciali nel week end 

L'AQUILA. La curva dei contagi continua la sua ascesa. E il Governo corre ai ripari. Si fa strada l'ipotesi di un nuovo, e più restrittivo, Decreto del presidente del Consiglio che dovrebbe arrivare entro domenica – o comunque nelle prossime settimane – in risposta all'aumento esponenziale dei positivi al Covid-19.
Un tentativo estremo di evitare un secondo lockdown, a ridosso delle festività natalizie. Tra le ipotesi contenute nel nuovo decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il terzo in un mese dopo quello del 18 ottobre, l’introduzione di un coprifuoco nazionale a partire dalle 23 e la limitazione degli spostamenti tra regioni, se non motivi di lavoro e salute, oltre ad una stretta su trasporti e scuola, con l'estensione della didattica a distanza e lezioni pomeridiane.
Un quadro che ha già fatto alzare la soglia di attenzione, tanto che ieri fonti di Palazzo Chigi hanno fanno notare come «al momento si tratta soltanto di mere ipotesi: tutto è vincolato all'andamento della curva epidemiologica, su cui c'è la massima attenzione da parte del Governo».
NUOVE MISURE
Sull'ipotesi di un nuovo Dpcm, da palazzo Chigi si apprende che «in questa fase di continua emergenza, con la situazione in costante evoluzione, certamente non si può escludere che possano essere adottati, nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure».
«Azzardare o ipotizzare adesso, quindi», prosegue la nota della presidenza del consiglio, «nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini».
La trattativa interna al Governo si sta consumando, soprattutto, sul limite di spostamenti, dopo le 23, su tutto il territorio nazionale, sull’orario di chiusura per i locali, sulle nuove regole per palestre e piscine, fino ad arrivare ad un possibile coprifuoco.
STOP A SPOSTAMENTI
TRA REGIONI
Un intervento radicale, che punta a fermare le «contaminazioni» e la diffusione del contagio tra regioni dove l'epidemia corre veloce e quelle che, al momento, risultano meno infette. Se dovesse passare questa linea saranno ammessi solo gli spostamenti extraregionali «per gravi motivi di salute o di lavoro».
TORNA
L'AUTOCERTOFICAZIONE
Per le Regioni che applicheranno il coprifuoco notturno è previsto il ritorno del modulo per l’autocertificazione, già utilizzato in passato, con varie modifiche nel corso del tempo.
Sarà il Viminale a stabilire il modulo da utilizzare, un documento che sarà indispensabile qualora il prossimo Dpcm dovesse prevedere il limite agli spostamenti dopo le 23 su tutto il territorio nazionale. Le ipotesi in campo sono due: la chiusura delle attività non essenziali dalle 22 fino alle 6 del mattino o il coprifuoco dall’una alle 5 del mattino.
Oltre a bar e ristoranti, potranno essere coinvolti dalle chiusure "forzate" anche i centri commerciali, con il blocco delle attività nei fine settimana per i negozi non alimentari.
DIDATTICA A DISTANZA
ALLE SUPERIORI
Uno dei nodi da sciogliere è quello dei trasporti pubblici. Il Dpcm del 18 ottobre ha fissato l’ingresso per le scuole superiori a non prima delle 9, laddove necessario per evitare assembramenti, con la possibilità di lezioni sia al mattino che di pomeriggio. Una misura voluta per alleggerire il carico sui mezzi di trasporto nelle ore di punta, ma che, alla luce della continua crescita dei contagi, rischia di non essere sufficiente.
Rispetto all'ultimo decreto "soft" sono previsti aggiustamenti che riguardano proprio il trasporto pubblico locale, considerato dalla comunità scientifica «un preoccupante veicolo di contagio del virus». L'idea è quella di rendere più stringente il "doppio turno" scolastico, scaglionando le entrate. La maggioranza sta valutando, per le scuole superiori, lo slittamento dell'orario di ingresso dopo le 10 o, addirittura, dopo le 11.
Nessun cambiamento, invece, per gli alunni più piccoli della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di primo grado. Andrà verso un rapido incremento anche l'utilizzo della didattica a distanza, in forma parziale, adottata già da molti istituti superiori abruzzesi.
PALESTRE E PISCINE
Il blocco alle attività sportive delle associazioni dilettantistiche non sembra essere in discussione, come quello agli sport amatoriali, dal calcetto al basket, che per il momento restano fermi.
Con il fiato sospeso, invece, i gestori di palestre e piscine, a cui Conte ha dato una settimana di tempo per adeguarsi alle disposizioni e ai protocolli di sicurezza anti-Covid. Saranno gli esiti dei controlli a stabilire se palestre e piscine potranno garantire le attività in sicurezza, senza subire limitazioni e chiusure.
ESTETISTE E PARRUCCHIERI
Serrata nel fine settimana. Si va verso la chiusura, la domenica e nei giorni festivi, dei negozi non alimentari e dei centri commerciali, per evitare assembramenti. Anche per parrucchieri e centri estetici al momento non ci sono indicazioni, ma per quelle che vengono considerate "attività a rischio" non è escluso un blocco momentaneo.
SMART WORKING
Sarà incrementato il lavoro da remoto. Il decreto sullo smart working, firmato dal ministro Fabiana Dadone, dopo l'ultimo decreto del presidente del Consiglio, punta a lasciare a casa, operando in "modalità agile", almeno la metà dei dipendenti della pubblica amministrazione. Indicazione che potrebbe essere accentuata, facendo salire la percentuale al 70-80%, nel testo del prossimo Dpcm.
Il Governo ha chiesto «un ulteriore sforzo» alle amministrazioni «che hanno maggiore capacità organizzativa e tecnologica di lavorare il più possibile a distanza».
La nota del ministro parla di «lavoro agile, per almeno il 50% del personale impegnato in attività che si possono svolgere a distanza» con l’invito alle amministrazioni pubbliche più smart «ad assicurare percentuali più elevate possibili di lavoro agile, garantendo comunque l’accesso e la qualità dei servizi a cittadini e imprese».
Tra le indicazioni contenute nel decreto di Giuseppe Conte sullo smart working nella pubblica amministrazione, che potrebbe essere esteso anche allo società private, si prevede uno scaglionamento degli orari, con la massima flessibilità, turnazioni e alternanza di giornate lavorate in presenza e da remoto.
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