Corruzione, l’ex manager Asl: «Mai ricevuto soldi da Trotta»

Ciamponi ieri in aula ha precisato i suoi rapporti con lo psichiatra morto suicida dopo l’arresto «La Fiat 500 usata? Trotta si offrì di aiutarmi perché conosceva il concessionario, ma la pagai io»
PESCARA. Nega qualsiasi coinvolgimento nella gara di appalto che la Asl affidò alla Coop La Rondine per la gestione delle residenze psichiatriche extra ospedaliere (da 11 milioni di euro). E, quindi, nega anche l’ipotesi di corruzione per l’esercizio della funzione che gli viene contestata per l’acquisto di un’auto per il figlio pagata, secondo l’accusa, con parte di quegli 8.000 euro che Mattucci e Dolce gli avrebbero dato per il tramite di Sabatino Trotta. Vincenzo Ciamponi, ex manager della Asl pescarese, ieri davanti ai giudici del collegio, nell’esame e controesame cui si è sottoposto, ha negato tutto, precisando i suoi rapporti con Trotta (lo psichiatra coinvolto nella stessa inchiesta), suicida in carcere lo stesso giorno del suo arresto, (il 7 aprile del 2021), e con Domenico Mattucci e Luigia Dolce (i due della Coop che hanno patteggiato 2 anni ciascuno, confessando ogni cosa ai pm anche durante un incidente probatorio). Unico imputato rimasto, Ciamponi ieri è stato fermo nel rispondere alle domande dei suoi legali (gli avvocati Massimo Galasso e Gianfranco Iadecola) e dei pubblici ministeri (Anna Benigni e Luca Sciarretta) che in alcuni passaggi hanno definito inattendibili le dichiarazioni dell'imputato.
«Non ho mai ricevuto soldi da Trotta, da Mattucci e dalla Dolce», ha detto Ciamponi, precisando che i due della Coop li aveva visti soltanto una volta nel corso di una riunione tecnica in Asl, voluta fortemente da Trotta. Ma nonostante i rapporti stretti con quest’ultimo, che i pm hanno sottolineato, Ciamponi è stato categorico nello scaricare su Trotta ogni aspetto sollevato dall’accusa nei suoi confronti, definendolo come un millantatore e sottolineando il suo tenore di vita molto alto. «Trotta era avvolgente e insistente. Mi invitava spesso a cena e molte volte rifiutavo. Scoprii soltanto dopo la sua morte chi effettivamente fosse: fino ad allora non ne avevo idea. Quando eravamo insieme parlava anche dei suoi rapporti personali, ma non mi ha mai parlato della gara. Era istrionico: diceva che si era travestito da barbone, che aveva salvato uno che voleva suicidarsi, della sua casa a New York, della sua Ferrari, che voleva candidarsi alle regionali. E poi che aveva rapporti intensi con il presidente della Regione Marsilio, con ministri e onorevoli, con avvocati e forze dell’ordine. Tutte cose che diceva lui e di cui non ero a conoscenza».
Poi Ciamponi risponde alle domande più strettamente legate all’accusa di corruzione, e quindi all’acquisto dell’auto per il figlio e dei suoi pneumatici. «Volendo regalare un'auto usata a mio figlio che viveva a Milano, chiesi un po’ a tutti se quel nominativo che avevo trovato su internet, il concessionario Sborgia, desse delle garanzie, e Trotta si offrì di aiutarmi perché lo conosceva. La prima volta andò lui da solo, poi la seconda insieme. Alla fine, trovammo una Fiat 500 vecchia di 11 anni a 2.400 euro che pagai con un mio assegno». Poi, incalzato dal pm Benigni sul perché fosse andato soltanto dopo diversi giorni a farsi consegnare la fattura da Sborgia, e proprio all’indomani degli arresti e del suicidio di Trotta, Ciamponi risponde: «È stata una mera coincidenza».
Quanto ai penumatici, dice: «Trovai questo Sablone e acquistati le gomme per 180 euro: quando tornai per pagare mi disse che ci aveva pensato Trotta e allora, quando vidi quest’ultimo, gli misi 100 euro in tasca». Poi il pm Sciarretta torna sulla gara e Ciamponi ribadisce: «Mai parlato con Trotta della gara prima della sottoscrizione del contratto», e qui l’accusa lo incalza definendolo inattendibile anche sulla base di alcune intercettazioni di Trotta. «Lui approfittava della mia porta sempre aperta», risponde Ciamponi, «e veniva spesso da me». E riguardo a una telefonata in cui Trotta diceva «dobbiamo vederci per quella cosa», Ciamponi risponde: «Erano architetture che faceva lui, per me erano cose legate a questioni di lavoro». Si riprende il 4 aprile per la discussione.

