Corruzione, oggi parla Mattucci Al vaglio dei pm il filone politico

21 Aprile 2021

L’ex presidente della coop ancora in carcere è chiamato a svelare le ambizioni elettorali di Trotta È questa la pista che vogliono approfondire i magistrati prima degli interrogatori degli altri indagati

PESCARA. È fissato per questo pomeriggio alle 16 in procura l’interrogatorio di Domenico Mattucci, l’ex presidente della coop “La Rondine” finito in carcere per corruzione e turbata libertà degli incanti, in relazione all’appalto Asl pilotato da 11 milioni di euro che la coop si aggiudicò grazie ai favori del dirigente della stessa Azienda sanitaria, Sabatino Trotta, anche lui arrestato, ma suicida in carcere poco dopo il suo arrivo. Mattucci, che è ancora detenuto, si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Nicola Colantonio che aveva firmato la misura cautelare, e per questo era rimasto recluso a Lanciano. Adesso ha deciso di parlare e lo farà oggi con i magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta che conducono l’inchiesta. Lo fa anche perché la coordinatrice della coop, Luigia Dolce, anche lei finita in carcere, subito dopo la confessione nel corso dell’interrogatorio di garanzia, era stata posta ai domiciliari.
Premesso che la procura ha praticamente blindato l’iter corruttivo di questo appalto (la riprova arriva anche dal fatto che nessuno, nei termini che sono ormai scaduti, ha presentato ricorsi al tribunale del riesame) e incamerato poi la lunga e particolareggiata confessione della Dolce a supporto delle ipotesi accusatorie, a Mattucci non resta che rispondere alle domande dei pm e fornire utili elementi all’inchiesta e, quindi, non solo confermare quanto già contenuto nella misura cautelare. Assistito dal suo legale, l’avvocato Giuliano Milia, Mattucci è dunque chiamato ad un passaggio giudiziario ben preciso se vuole uscire dal carcere: decisione, quest’ultima, che dovrà comunque disporre sempre il gip una volta acquisito il parere dei magistrati inquirenti. Ci sono diversi aspetti della vicenda che sembra non siano stati del tutto approfonditi e per i quali la procura vuole acquisire qualche utile riscontro proprio da Mattucci, che sembra fosse al corrente anche delle ambizioni politiche dello psichiatra pescarese, esponente di Fratelli d’Italia. Il ruolo di Mattucci all’interno della coop è peraltro ormai finito: è stato nominato un nuovo presidente (Alberto Giuliani), allargato il cda, attuati nuovi accorgimenti amministrativi per evitare il ripetersi di circostanze simili e quindi per arginare eventuali fenomeni corruttivi. Passaggi che potrebbero rivelarsi peraltro determinanti per la coop (che offre servizi psichiatrici soprattutto ad enti pubblici) per evitare l’applicazione della misura interdittiva, attualmente all’attenzione del gip che deciderà in proposito il prossimo 30 aprile. A questo punto dell’inchiesta, che sta andando avanti con degli sviluppi piuttosto interessanti (grazie anche alla nuova informativa stilata dalla guardia di finanza che ha condotto le indagini), la collaborazione di Mattucci potrebbe rivelarsi estremamente importante.
Tutto questo alla vigilia di un giro di interrogatori che la procura sta programmando per ascoltare gli altri indagati e quelle persone informate sui fatti che potrebbero fornire elementi di rilievo circa la pista politica che i magistrati stanno seguendo, oltre naturalmente a quella sui vertici della Asl, con in testa il direttore generale Vincenzo Ciamponi, raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione.
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