Corso Vittorio, i negozianti ora minacciano le proteste: «Ci sono i saldi, no ai lavori»

Cna, Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato pronte alla mobilitazione «L’amministrazione comunale non ascolta le nostre richieste, è rottura totale»
PESCARA. Si inasprisce lo scontro tra le associazioni dei commercianti e il Comune. Ieri i vertici provinciali di Cna, Confesercenti, Confartigianato e Confcommercio hanno annunciato la rottura totale del dialogo con l’amministrazione Masci e ora minacciano la mobilitazione generale.
LE CONTESTAZIONI Oggetto della protesta sono i lavori in corso Vittorio che l’ente intende far partire il 31 luglio con la chiusura di un tratto di strada (nella foto in alto) nel pieno del periodo dei saldi. Ma non solo. I commercianti contestano anche l’intervento per rifare viale Marconi che ha cancellato decine di posti auto per realizzare le quattro corsie. Poi il Piano di risanamento acustico, approvato alcuni mesi fa dal consiglio comunale, che fissa dei limiti a pub, ristoranti, bar e pizzerie presenti nei luoghi della movida. Inoltre, non mancano le critiche per il programma degli eventi estivi stilato in ritardo quest’anno dall’amministrazione e definito molto scarno dalle associazioni. Insomma i lavori in corso Vittorio, che gli esercenti avevano chiesto di rimandare a dopo Ferragosto, sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso già colmo. È quanto avevano già lamentato in una conferenza stampa di circa un mese fa Marina Dolci e Gianni Taucci, per la Confesercenti, Luciano Di Lorito, per la Cna, Barbara Lunelli, per la Confartigianato e Riccardo Padovano, per la Confcommercio.
ROTTURA CON IL COMUNE «Sin qui solo parole da parte dell’amministrazione comunale di Pescara sui tanti dossier che abbiamo aperto da mesi», hanno scritto ieri in una nota le quattro associazioni di categoria, «è arrivato quindi il momento di dire all’opinione pubblica, ai nostri associati e ai cittadini che la nostra disponibilità al dialogo, manifestata in tutti questi mesi, finisce qui. E da questo momento dichiariamo la mobilitazione di commercio e artigianato». I vertici provinciali delle organizzazioni manifestano «tutta la delusione per l’applicazione di un metodo che non attribuisce alla concertazione alcun valore effettivo. Solo una simulazione di dialogo, che poi però non si traduce in effettivo riconoscimento delle istanze da noi rappresentate, anche quando è del tutto evidente che ci si trova di fronte a scelte che appaiono cervellotiche. Così è per l’assenza di risposte sullo slittamento dei lavori di rifacimento di corso Vittorio Emanuele alla fine del periodo dei saldi; così è per gli interventi di miglioramento dell’assetto viario del disastrato viale Marconi». «Si tratta», concludono, «di problemi sui quali, nonostante tanti confronti, nonostante il favore delle forze politiche in consiglio, sia di opposizione che di maggioranza, nonostante persino il diverso parere espresso da alcuni autorevoli esponenti di giunta e parlamentari, il governo cittadino e il sindaco Carlo Masci non hanno mai manifestato alcun segnale di apertura nei nostri confronti. Dunque, è tempo di prendere le distanze da tutto ciò».
ORA LA PROTESTA «Questa ci sembra una delegittimazione dei corpi intermedi», ha affermato Taucci, «l’amministrazione non ha mai voluto trovare accordi con noi. Ora abbiamo voluto lanciare un ultimatum al Comune, aspetteremo la prossima settimana e poi decideremo la mobilitazione». «Ormai non c’è più dialogo», ha aggiunto Di Lorito, «adesso prepareremo delle iniziative. Stiamo studiando più forme di protesta civile».

