Così dopo la strage di Parigi «Ora uccidiamo i loro figli»

8 Settembre 2019

Le intercettazioni tra il capo religioso e l’imprenditore che inneggia a Bin Laden «In Siria camminano senza guardare indietro verso la morte o il martirio»

L’AQUILA. Quasi duecento pagine a mettere insieme evidenze di indagini da cui emergono azioni ed intenzioni di un gruppo che da Martinsicuro e Alba si muoveva in tutto il mondo per finanziare il terrorismo radicale islamico di “Al-Nusra”. E in un’ordinanza complessa e sfaccettata le intercettazioni sono pugni nello stomaco. Come quella che cattura una conversazione in auto tra Jameleddine Brahim Kharroubi e l’imam Atef Argoubi dopo gli attentati di Parigi del novembre 2015 con 130 morti: «Che botta a Parigi. Con loro che uccidono i nostri figli noi uccidiamo i loro figli, con loro che uccidono le nostre donne noi uccidiamo le loro donne, fino a quando...noi siamo diventati tanto deboli, non ci sono più uomini veri per combattere, cosa fa la Russia, colpisce la Siria; cosa fa l’America colpisce la Siria; cosa fa la Francia colpisce la Siria, è normale questo?». Kharroubi, che a pagina 181 dell’ordinanza il gip Romano Gargarella non esita a definire «il protagonista dell’indagine», è residente a Torino ma nei fatti domiciliato ad Alba dove porta vari imam radicali tra cui l’algerino Yacine Gasri che nel 2017 è stato condannato in via definitiva a 4 anni per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Kharroubi esalta Bin Laden( «Dio benedica la sua anima» dice al telefono) e la guerra in Siria». In una intercettazione del 2016 è chiaro: «Solo Jabhat al Nusra e i Mujahidin sono ribelli che contano, quelli che sono pronti per il martirio, sono una grande forza d’attacco. Gli uomini di Jabhat al-Nusra camminano senza guardare indietro verso la morte o il martirio e Dio li aiuta perché sa cosa c’è dentro il loro cuore. Quando i loro nemici li vedono tremano dalla paura e dal terrore». E ancora: «In Siria ci sono tanti gruppi, non devi andare con il gruppo sbagliato, i gruppi veri sono Al Nusra e Fateh il Islam appoggiati da Qatar e Arabia Saudita, invece l’Isis lascia perdere. Al Nusra è l’esercito dell’Islam, sono organizzazioni fatte bene».
Si spostava da Londra a Istanbul consegnando soldi, incontrando imam e tessendo una rete di contatti a livello internazionale. Scrive il gip a pagina 182: «Aveva rapporti con imam dimoranti sia in Italia che all’estero di chiara ispirazione radicale, li ospitava nelle abitazioni di sua proprietà in Abruzzo, si occupava dei loro spostamenti nonché delle lezioni che tali imam davano nelle moschee, lezioni finalizzate anche alla raccolta di fondi da trasferire all’estero. Tra questi Argoubi, imam tunisino della moschea “Dar Es- Salam” di Martinsicuro che, scrive il giudice a pagina 187, «avrebbe avvicinato giovani musulmani sui quali operare un rapido processo di radicalizzazione aprendo loro, di fatto, la strada verso scenari di conflitto come quelli siriano e iracheno».
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