Così l’azienda del pecorino rinasce dopo il terremoto

Enel e Legambiente scelgono la Martinelli di Farindola per un progetto pilota La crescita, a due anni dal grande choc, finanziata grazie a un’azione collettiva
PESCARA. Rilanciare un prodotto di assoluta qualità come il pecorino di Farindola, l’antico formaggio derivato dal latte di pecora lavorato a crudo, senza bollitura, e dal caglio del maiale. Acquistare 450 ovini per ricostruire il gregge di Pietropaolo Martinelli, decimato dal terremoto del 18 gennaio 2017. E, soprattutto, riportare la produzione ai livelli pre-sisma, salvaguardando così i posti di lavoro dell’azienda agricola di 240 ettari che sorge nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e che rappresenta un’eccellenza d’Abruzzo. Sono questi gli obiettivi della campagna “Alleva la speranza”, nata dalla collaborazione fra Enel e Legambiente per sostenere i piccoli imprenditori del Centro Italia messi a dura prova dal terremoto, ma che nonostante le tante difficoltà hanno scelto di non arrendersi e di andare avanti continuando ad alimentare l’economia dei loro territori. La forma di aiuto scelta è quella del crowdfunding, ossia la promozione di una raccolta fondi online attraverso la piattaforma PlanBee, che sarà attiva fino al 30 novembre e offrirà a Martinelli e ad altri allevatori e allevatrici in tutt’Italia l’opportunità di riuscire a raccogliere donazioni da parte privati, enti o associazioni.
L’OBIETTIVO. La somma di 22.450 euro, necessaria per sostenere il progetto di Martinelli, servirà ad acquistare nuovi capi per rilanciare l’attività e dare così un contributo concreto a tutta la comunità di Farindola, che si sostiene economicamente grazie alla vendita del suo famoso formaggio.
Martinelli, 40 anni, una compagna e due figli, dal 2002 ha avviato la produzione del rinomato pecorino di Farindola, ha costruito le stalle con gli impianti fotovoltaici sui tetti e il caseificio. Ma con il terremoto del gennaio 2017 tutto è cambiato: le scosse hanno fatto crollare 2.300 metri quadrati di stalle e hanno provocato la morte di 450 tra pecore e agnelli, distruggendo trattori e miscelatori e mettendo l'azienda in ginocchio.
FU UNO CHOC. «Sono stati momenti molto difficili», racconta l’allevatore durante l’incontro di presentazione della campagna “Alleva la speranza”, ieri mattina alla stazione centrale di Pescara, «ma nonostante ciò ho deciso di mantenere tutti i posti di lavoro in azienda. L’ho fatto per dare un futuro agli uomini e alle donne di Farindola e perché so che fuori non avrebbero altre possibilità».
Il pecorino di Farindola è un formaggio dalla produzione limitata e dalla lavorazione tradizionale e antica, conosciuta già al tempo dei romani e citata negli scritti di Plinio il Vecchio, Tacito e Marziale. Viene fatto con latte ovino a crudo, derivato da pecore che secondo la tradizione possono pascolare solo nel territorio vestino e può essere lavorato esclusivamente da donne che sono nate e vivono a Farindola.
CICLO VIRTUOSO. Oltre all’allevamento e al pecorino, l’azienda agricola di Martinelli produce anche erba medica e cereali biologici per l’alimentazione degli animali, nel quadro di un sistema completamente sostenibile. I due impianti fotovoltaici sui tetti delle stalle (uno da 70 e un altro da 400 chilowatt), infatti, producono tutta l’energia che occorre e ne rivendono una buona parte alla rete.
I DUE PARTNER. «Anche per la qualità ambientale abbiamo scelto di supportare questa impresa», sottolinea il presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco, «con il nostro intervento cerchiamo di dare un aiuto per la rinascita e il riposizionamento economico». Come hanno evidenziato Pasquale Angelini, referente Affari istituzionali Abruzzo di Enel, e Luca Colantonio di Legambiente Abruzzo, anche Enel offrirà il proprio contributo economico per consentire alla campagna di crowdfunding di avanzare: ogni euro raccolto online, infatti, sarà raddoppiato dalla multinazionale dell'energia. Questo il link per supportare il progetto https://www.planbee.bz/it/project/pietropaolo-martinelli.

