Covid, il crollo di casi e ricoveri Meno 36 pazienti negli ospedali

12 Gennaio 2023

I nuovi contagi scendono a 400 al giorno e i morti a due: gli effetti Cina e Capodanno non ci sono

PESCARA. Nessuna pericolosa impennata. Le anticipazioni sul report settimanale, che sarà diffuso domani, fanno ben sperare gli abruzzesi.
La pandemia da Covid infatti frena: scendono casi e ricoveri. In quattro giorni, da sabato 7 gennaio a martedì 10, i nuovi positivi sono stati 1.655, comprese le reinfezioni. La media giornaliera si attesta quindi sui 400 nuovi contagiati mentre era di 635 nella settimana dal 31 dicembre al 6 gennaio scorsi. Per di più ci sono ben 30 pazienti in meno in area medica e sei in intensiva. Si tratta del calo più consistente negli ultimi due mesi.
I ricoverati attuali sono 207 e 4, per un totale di 211 contro i 247 dell’ultimo report. Ed è difficile che nelle 24 ore che ci separano dal nuovo rapporto settimanale sul Covid si verifichi una recrudescenza improvvisa e consistente di ricoveri. È stabile invece il numero dei morti che, da sabato a martedì, ha raggiunto quota 8, con una media di due vittime al giorno: un dato che di fatto combacia con quello della settimana precedente segnata da 14 decessi per Covid.
L’OMS RASSICURA
Chi si aspettava una impennata dovuta alle feste di Capodanno per fortuna si è sbagliato. Così come l’effetto Cina non c’è stato, né in Abruzzo e neppure nel resto d’Italia.
La conferma rassicurante arriva da una fonte autorevole: Hans Henri Kluge, direttore regionale per l'Europa dell'Oms, che afferma: «Scientificamente non c'è una minaccia imminente per l'Europa rispetto all'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Cina, poiché le sottovarianti individuate sono già circolanti in Ue. Condividiamo la visione del centro europeo per il controllo delle malattie che ritiene che l'impennata di contagi non dovrebbe avere un impatto significativo».
Kluge ha comunque invitato i Paesi ad assumere misure «proporzionate e non discriminatorie» rispetto a chi arriva dalla Cina. Diversi Paesi infatti, hanno già imposto un test a questi viaggiatori, mentre altri hanno sconsigliato vivamente di visitare la Repubblica Popolare se non per necessità e l'Unione Europea ha incoraggiato l'obbligo del tampone antigenico rapido.
«Non è irragionevole per gli Stati prendere misure precauzionali per proteggere le rispettive popolazioni mentre aspettiamo informazioni più precise, ma queste misure devono essere scientificamente giustificate. Dopo tre lunghi anni di pandemia, non ci possiamo permettere di gravare il sistema sanitario con nuove pressioni».
I VACCINI CONTRO IL COVID 19
«È ora della quinta dose. Per molti anziani e pazienti fragili è arrivato il momento di un’ulteriore vaccinazione. Peraltro, la quinta dose è l’unica che prevede il vaccino bivalente, cioè l’unica a dare una copertura contro Omicron». Questo l’appello lanciato da Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. Al momento sono 11,7 milioni gli anziani che in Italia non si sono sottoposti nemmeno alla quarta dose del vaccino anti-Covid.
Per Cricelli, «i medici di famiglia hanno un ruolo chiave. Dove la vaccinazione è stata affidata a loro, ci sono numeri alti. Si consideri che una persona anziana», spiega, «va dal medico di base 7 o anche 8 volte più frequentemente rispetto a un paziente sotto i 60 anni. Fosse anche solo per una ricetta o per farsi controllare la pressione, ma ci va. E quell’incontro è sempre una buona occasione per spiegare l’importanza della vaccinazione e suggerire la quarta, o la quinta, dose». E nei confronti dei medici che non sono d’accordo, Cricelli è netto: «È scriteriato chi dice qualcosa contro la vaccinazione».
I FARMACI INTROVABILI
Su quest’altro fronte, il ministro Orazio Schillaci avvia la verifiche sulla carenza farmaci, dopo la denuncia partita dal presidente di Assofarm, l’aquilano Venanzio Gizzi.
«Individuazione dei farmaci che registrano una reale carenza, interventi di risposta a breve e medio termine per far fronte tempestivamente ai bisogni dei cittadini e la definizione di attività di comunicazione e sensibilizzazione per di evitare allarmismi e conseguenti ingiustificate corse all’acquisto». È quanto il ministro della Salute ha evidenziato nell’incontro che ieri mattina ha stabilito la nascita di un tavolo di lavoro permanente sull’approvvigionamento dei farmaci. A scarseggiare sono anche i farmaci da banco di uso più comune, come paracetamolo e antinfiammatori. In particolare, quelli destinati ai bambini. Una carenza, legata in parte agli approvvigionamenti dall’estero di alcuni princìpi attivi, che cade in un momento difficile con il Covid ancora in circolazione e la curva influenzale al picco massimo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA