Covid, quali sono i sintomi e che fare se si è contagiati

I sintomi della variante si manifestano in media entro 5-6 giorni dall’infezione Si presentano sotto forma di tosse secca, mal di testa e senso di affaticamento
L'AQUILA . L'infezione da Omicron comporta sintomi variabili da persona a persona. È stato evidenziato che i disturbi tendono ad essere lievi e a durare solo pochi giorni in chi è vaccinato; senza copertura vaccinale, invece, non è sempre possibile prevedere chi svilupperà forme gravi di Covid-19. Ma quali sono i sintomi più comuni a cui prestare attenzione e cosa fare se si è in presenza di long-Covid? Di seguito, alcune utili indicazioni per riconoscere l'insorgere della malattia negli adulti e nei bambini.
VARIANTE OMICRON. Il tipo di mutazioni e il fatto che si stia diffondendo molto velocemente fa temere che la variante Omicron, anche se più mite della Delta, possa essere "più brava" a infettare le cellule.
I sintomi di Omicron, però, possono sovrapporsi a quelli di un comune raffreddore e influenza e questo rende più difficile identificarla. Tra la popolazione suscettibile, la gravità dell'infezione da Covid-19 non è cambiata, quindi anche le forme determinate dalla variante Omicron possono essere gravi, moderate, lievi o asintomatiche. A questi quadri clinici si aggiungono i casi di reinfezione. Nove pazienti su dieci, se vaccinati, accusano disturbi lievi e di breve durata, che vanno dalla tosse al mal di gola, alla febbre. Il periodo di incubazione associato all'infezione da coronavirus, cioè il tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici, è stimato tra 2 e 11 giorni, ma può arrivare anche a 14 giorni. I pazienti affetti da Covid generalmente sviluppano il quadro sintomatologico in media dopo 5-6 giorni.
SINTOMI PIÙ COMUNI. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie indicano come sintomi attualmente più frequenti legati alla variante Omicron: tosse secca, congestione o naso che cola, starnuti, mal di testa, senso di affaticamento e mal di gola. La presentazione della forma leggera di Covid può essere difficile da distinguere dall'influenza o da un semplice raffreddore.
Per questo motivo, in caso di sintomi che fanno pensare al contagio, è necessario rivolgersi al proprio medico e seguire le terapie prescritte, dopo aver eseguito un tampone molecolare. Sintomi indicati come caratteristici del Covid, come febbre alta, tosse insistente, perdita di gusto e olfatto, sarebbero, invece, meno comuni nel caso d'infezione da Omicron rispetto a quanto avveniva con le precedenti varianti.
I segni di infezione che colpiscono il sistema respiratorio superiore sembrano simili: come Delta, anche la Omicron può causare un cambiamento nella prevalenza o nella gravità dei sintomi. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), può esserci un rischio maggiore di reinfezione con la Omicron, che si diffonde più facilmente rispetto ad altre varianti.
SINTOMI DIVERSI. Nei casi di Omicron sono stati riscontrati almeno cinque nuovi segnali, in parte diversi dai soliti, a cui occorre prestare attenzione: lievi dolori muscolari, estrema stanchezza, sudorazione notturna, nausea e diarrea, febbre e brividi e mal di schiena, con dolore persistente nella parte bassa della colonna vertebrale. Né il dolore lombare, né la gola irritata erano stati segnalati come sintomi delle precedenti varianti. Omicron può dare segno di sé anche a livello della pelle, con eruzioni cutanee ad insorgenza improvvisa e senza un'apparente causa. Questi rash possono comparire sotto forma di orticaria, eritema, vasculite, geloni ed ecchimosi.
NEI BAMBINI. Omicron, nei bambini, sembra produrre sintomi simili a quelli osservati negli adulti, in particolare febbre, tosse, raffreddore e, a volte, anche vomito e diarrea.A differenza degli adulti, invece, i più piccoli possono presentare una tipica tosse spasmodica che rende la respirazione rumorosa e difficile e può essere trattata con idratazione e umidificazione dell'ambiente.
È importante il riposo, poiché la fatica e il pianto aggravano la sintomatologia.
LONG COVID. Gli esperti affermano che è troppo presto per dire se Omicron porterà a più casi di sindrome post-Covid o Long Covid, ovvero un risultato sistemico e duraturo dell'infezione. I sintomi vari e spesso debilitanti persistono per settimane o addirittura per mesi dopo la risoluzione dalla malattia acuta.

