Covid, stop stato di emergenza: quali sono le regole da seguire

L’Agenzia sanitaria regionale fissa le linee guida: nessun ricovero per chi ha sintomi lievi
Lo stato di emergenza è finito il 31 marzo scorso, ma il Covid-19 continua a circolare, anche se fortunatamente in calo progressivo. Proprio per contrastare la diffusione del virus, l'Agenzia sanitaria regionale (Asr) dell'Abruzzo ha emanato nuove linee guida da seguire, aggiornando le modalità di gestione dei casi di positività all'interno degli ospedali. In particolare, vengono fornite precise indicazioni sulla tipologia di tamponi da eseguire agli operatori sanitari e ai pazienti e sui comportamenti da adottare nelle strutture sanitarie con i malati affetti da coronavirus. Partendo da un presupposto: i pazienti positivi asintomatici o che presentano solo sintomi lievi, come raffreddore e mal di gola, tranne gli immunodepressi, non necessitano di ricovero e andrebbero seguiti da casa. Le Asl dovranno individuare anche delle "aree grigie" all'interno degli ospedali per i pazienti positivi non gravi.
QUALI TAMPONI
Prendendo come riferimento la circolare ministeriale dell'8 gennaio 2021, l'Agenzia sanitaria regionale sottolinea come «i test antigenici rapidi hanno un valore predittivo elevato, pertanto è probabile che la positività del test sia indicativa di una vera infezione». Gli operatori sanitari devono eseguire il test antigenico rapido di terza generazione in caso di contatto stretto con un positivo, su base giornaliera, dal secondo al quinto giorno dall'ultimo contatto, di comparsa di sintomi riconducibili al Covid-19 e di riammissione al lavoro a seguito della malattia da Covid-19. I pazienti che necessitano di ricovero in qualsiasi area di degenza ospedaliera devono eseguire il test molecolare o antigenico in caso di ricovero programmato ma anche per un ricovero urgente in pronto soccorso.
PAZIENTI RICOVERATI
I pazienti ricoverati in qualsiasi area di degenza ospedaliera, che non rientrano nella categoria degli immunodepressi o dei fragili, eseguono il test antigenico in caso di contatto stretto con un positivo durante la degenza o di dimissioni in seguito di guarigione da Covid -19. I ricoverati guariti dall'infezione e negativizzati al test durante la degenza, in caso di trasferimento in un altro reparto ospedaliero, di lungodegenza o di riabilitazione, proseguono, se asintomatici, il monitoraggio con il test antigenico. Sempre i pazienti ricoverati saranno sottoposti a test molecolare in caso di comparsa di sintomi da Covid-19 e prima del trasferimento in chirurgia per un intervento chirurgico. La stessa procedura verrà adottata anche se i ricoverati entrano in contatto stretto con un positivo o in seguito a dimissioni per guarigione dal virus.
COME GESTIRLI
La scelta del reparto in caso di ricovero, secondo quanto indicato nelle Linee guida regionali, deve essere determinata prevalentemente sulla base delle necessità assistenziali e non dell'eventuale positività. Se un paziente positivo accede al pronto soccorso in presenza di fattori di rischio come l'immunodepressione o il mancato completamento del ciclo vaccinale, che possono causare una progressione della malattia, va ricoverato nelle aree di degenza a media intensità di cura ovvero nella semi-intensiva Covid-19. Se il rischio è basso il ricovero può essere effettuato nelle aree a bassa intensità di cura, su valutazione di un medico infettivologo. Per i pazienti positivi con patologie prevalentemente non associate al Covid, che accedono in pronto soccorso per problematiche diverse come, ad esempio, frattura di un femore, malattie cardiache, gastroenteriche o renali, è previsto il ricovero nell'area grigia di pertinenza, con un immediato consulto da parte dell'infettivologo per l'eventuale terapia antivirale. Se si tratta di un ricovero per un intervento chirurgico, il paziente verrà operato al termine delle sedute operatorie programmate per permettere le sterilizzazione della sala. L'ultimo caso riguarda i malati ricoverati che si positivizzano durante la degenza. L'Agenzia sanitaria regionale ha disposto che il paziente venga trasferito nell'area grigia individuata all'interno della stessa Unità operativa in cui è ricoverato e sottoposto a consulenza da parte di un infettivologo per stabilire l'eventuale terapia antivirale.
AREA GRIGIA
La Regione ha dato sette giorni alle Asl per individuare le aree grigie all'interno dei reparti ospedalieri medici e chirurgici. Per favorire le dimissioni dai reparti di degenza Covid e non, dei pazienti positivi, le aziende sanitarie dovranno identificare tempestivamente anche degli idonei spazi assistenziali, ad esempio in lungodegenza o riabilitazione, e specifici percorsi predefiniti per garantire la continuità assistenziale. In quest'ultimo caso, le Asl avranno un mese di tempo per provvedere. Misure che vanno applicate tassativamente per arginare la diffusione della pandemia: l'Asr Abruzzo, tra 30 giorni, effettuerà un monitoraggio a campione proprio per verificare la corretta applicazione delle Linee guida emanate e il recepimento delle stesse da parte dei direttori generali delle Asl.
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