Crepe, tetto sollevato, infiltrazioni l’ex ospedale resta in abbandono

PENNE. Vetri rotti, crepe, stanze sporche e in abbandono. La struttura sanitaria del Carmine di Penne vive da ormai troppo tempo nel degrado e nell’incuria del tempo. Se si è esclude la porzione dove...
PENNE. Vetri rotti, crepe, stanze sporche e in abbandono. La struttura sanitaria del Carmine di Penne vive da ormai troppo tempo nel degrado e nell’incuria del tempo. Se si è esclude la porzione dove si trovano il Distretto sanitario di base e il Centro di salute mentale, il resto del complesso è nel completo abbandono.
Perlustrando con attenzione l’area non è difficile scorgere crepe e lesioni importanti, forse provocate da infiltrazioni o cicatrici dei terremoti che si sono verificati negli ultimi anni. Il padiglione oggi adibito a rimessaggio di carrozzelle e altre attrezzature per la riabilitazione, poggia un terreno dove è ben visibile un movimento franoso. Sono state installate anche delle apparecchiature per rilevare lo spostamento del terreno. La struttura presenta le maggior carenze soprattutto nel padiglione principale, il primo che si vede arrivando nel complesso sanitario del Carmine. Il letto del tetto in catrame si è completamente alzato ed è ben visibile lo stato di fatiscenza sia all’interno che all’esterno della struttura principale. Lo spiazzo antistante, che è stato indicato dalla Protezione civile comunale e dal Comune come luogo di ammassamento in caso di sisma, è praticamente accessibile a tutti. Alcune finestre spaccate, inoltre, dimostrano come nei locali della parte abbandonata siano entrati balordi e tossicodipendenti.
Dappertutto escrementi di animali randagi che hanno trovato rifugio all’interno dei grandi spazi dell’ex ospedale. Di certo c’è che il complesso immobiliare sanitario, di 16.060 metri quadrati complessivi, è in larga parte inutilizzato e abbandonato a se stesso. Iniziata a fine anni Sessanta, su finanziamento della Provincia di Pescara, la struttura del Carmine nelle intenzioni iniziali doveva fungere da ospedale psichiatrico.
Con la legge 180 del 1978, meglio nota come Legge Basaglia, e l'abolizione dei manicomi, venne deciso di farne un centro all'avanguardia per la geriatria.
Furono acquistati tutti gli arredi e le attrezzature necessarie, per un costo di oltre un milione di euro, e l'imponente struttura fu dotata anche di una sala cinema-convegno da circa 300 posti. La Asl di Pescara negli anni scorsi ha anche predisposto un progetto preliminare di ristrutturazione, per 25 milioni e 778 mila euro, ma l’operazione, assai complessa, non è andata a termine. Ad oggi, considerato che la struttura è stata costruita con criteri antisismici assolutamente obsoleti e superati e da oltre vent'anni è nell'abbandono assoluto, è evidente come un riutilizzo e un recupero possa esseare assai complesso e improbabile. Nei giorni scorsi sugli edifici abbandonati ha detto la sua il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, sezione di Pescara, Marco Sciarra, che ha evidenziato come sia necessario «avere una visione lungimirante sul patrimonio vecchio e anonimo perché esso può costituire solo un pericolo e non un valore». Insomma per l’ospedale del Carmine una ristrutturazione sembrerebbe impossibile e un suo abbattimento e ricostruzione sembra interessi ancor meno sia alle istituzioni locali che alla Asl .
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