Cresce l’esercito dei nuovi poveri Caritas: tanti over 50 senza lavoro

PESCARA. Scontrini della spesa talmente pesanti che porteranno, secondo Federconsumatori, un aggravio annuo per ciascuna famiglia di 543 euro solo nel settore alimentare. Bollette per luce e gas...
PESCARA. Scontrini della spesa talmente pesanti che porteranno, secondo Federconsumatori, un aggravio annuo per ciascuna famiglia di 543 euro solo nel settore alimentare. Bollette per luce e gas triplicate se non quadruplicate, con un rischio povertà energetica per 4 milioni di famiglie italiane, di cui in Abruzzo tra 77 mila e 132 mila, in difficoltà nell’uso quotidiano di luce e gas, come emerge dall’elaborazione realizzata dall’ufficio studi Cgia di Mestre, sugli ultimi dati disponibili del Rapporto 2021 dell'Osservatorio italiano sulla povertà energetica.
Cresce la povertà in Italia e in Abruzzo, e assume tanti volti. Da quello economico, a quello abitativo, a quello energetico, ma pure educativo e relazionale. Sono in aumento le persone che attraversano diverse difficoltà e che la Caritas diocesana di Pescara-Penne accoglie ogni giorno nelle strutture che gestisce sul territorio. Il primo fronte riguarda la povertà estrema e ha a che fare con tutti coloro che si rivolgono, per un pasto caldo o un posto letto, alla Cittadella dell'Accoglienza Giovanni Paolo II operativa dal 2013 in via Alento, o alla casa della Solidarietà Madre Teresa di Calcutta, attiva dal 2017 a Montesilvano, su corso Umberto. «Dopo un'iniziale stabilizzazione vicina al periodo pre-Covid, i numeri dell’accoglienza sono iniziati ad aumentare sin dalla prima metà del 2022», spiega Giannicola D’Angelo, responsabile Osservatorio Povertà e Risorse della Caritas Pescara-Penne. «Ora assistiamo a un evidente aumento dei pasti distribuiti nelle mense su media giornaliera rispetto al 2021». Il dato è strettamente connesso a un aumento dei nuovi poveri.
«L’identikit del nuovo accolto è quello di un uomo ultracinquantenne in forte condizione di fragilità economica e occupazionale, ma anche e soprattutto relazionale», illustra ancora D'Angelo. «La mancanza di una rete familiare o amicale, la fine traumatica di relazioni matrimoniali e, in generale, l’assenza di un tessuto relazionale a cui potersi affidare risultano essere problematiche determinanti la situazione di fragilità e marginalità degli accolti che si rivolgono ai nostri servizi». L’accoglienza della Caritas non è solo di stampo emergenziale, del pasto o del posto letto. L’attività dell’organizzazione diocesana riguarda anche i percorsi di inclusione che hanno lo scopo di aiutare le persone a uscire dalla condizione di fragilità, per farcela con le proprie forze.
«Sono progettazioni», chiarisce il direttore De Dominicis, «che prendono in carico la persona nel medio e lungo periodo e che la seguono a 360 gradi in percorsi di inclusione e re-inserimento sociale e lavorativo; è il caso ad esempio del progetto Point, svolto all’interno della Cittadella, che offre agli accolti opportunità laboratoriali per il recupero di autostima e capacità, nonché accompagnamento verso i servizi del territorio e nella ricerca di casa e lavoro. A questo progetto si affianca poi tutta l’attività dei giovani volontari del gruppo Young Caritas, ragazzi tra i 15 e i 30 anni che si dedicano all’animazione di comunità, con gli accolti al fine di rendere la Cittadella un luogo di condivisione e convivialità».
Spesso il percorso di reinserimento parte a monte, intercettando uomini e donne senza fissa dimora, attraverso l’unità di strada che svolge orientamento verso i servizi, accompagnamenti sanitari e ricerca di opportunità sul territorio. «Da giugno a oggi sono circa 20 le persone senza dimora incontrate», continua De Dominicis. «L’aumento dei numeri delle povertà è qualcosa che riguarda l’intero Paese e a cui rischiamo di dover far fronte in maniera massiccia nei mesi a veni

