Cresce l’esercito dei nuovi poveri Caritas: tanti over 50 senza lavoro

8 Settembre 2022

PESCARA. Scontrini della spesa talmente pesanti che porteranno, secondo Federconsumatori, un aggravio annuo per ciascuna famiglia di 543 euro solo nel settore alimentare. Bollette per luce e gas...

PESCARA. Scontrini della spesa talmente pesanti che porteranno, secondo Federconsumatori, un aggravio annuo per ciascuna famiglia di 543 euro solo nel settore alimentare. Bollette per luce e gas triplicate se non quadruplicate, con un rischio povertà energetica per 4 milioni di famiglie italiane, di cui in Abruzzo tra 77 mila e 132 mila, in difficoltà nell’uso quotidiano di luce e gas, come emerge dall’elaborazione realizzata dall’ufficio studi Cgia di Mestre, sugli ultimi dati disponibili del Rapporto 2021 dell'Osservatorio italiano sulla povertà energetica.
Cresce la povertà in Italia e in Abruzzo, e assume tanti volti. Da quello economico, a quello abitativo, a quello energetico, ma pure educativo e relazionale. Sono in aumento le persone che attraversano diverse difficoltà e che la Caritas diocesana di Pescara-Penne accoglie ogni giorno nelle strutture che gestisce sul territorio. Il primo fronte riguarda la povertà estrema e ha a che fare con tutti coloro che si rivolgono, per un pasto caldo o un posto letto, alla Cittadella dell'Accoglienza Giovanni Paolo II operativa dal 2013 in via Alento, o alla casa della Solidarietà Madre Teresa di Calcutta, attiva dal 2017 a Montesilvano, su corso Umberto. «Dopo un'iniziale stabilizzazione vicina al periodo pre-Covid, i numeri dell’accoglienza sono iniziati ad aumentare sin dalla prima metà del 2022», spiega Giannicola D’Angelo, responsabile Osservatorio Povertà e Risorse della Caritas Pescara-Penne. «Ora assistiamo a un evidente aumento dei pasti distribuiti nelle mense su media giornaliera rispetto al 2021». Il dato è strettamente connesso a un aumento dei nuovi poveri.
«L’identikit del nuovo accolto è quello di un uomo ultracinquantenne in forte condizione di fragilità economica e occupazionale, ma anche e soprattutto relazionale», illustra ancora D'Angelo. «La mancanza di una rete familiare o amicale, la fine traumatica di relazioni matrimoniali e, in generale, l’assenza di un tessuto relazionale a cui potersi affidare risultano essere problematiche determinanti la situazione di fragilità e marginalità degli accolti che si rivolgono ai nostri servizi». L’accoglienza della Caritas non è solo di stampo emergenziale, del pasto o del posto letto. L’attività dell’organizzazione diocesana riguarda anche i percorsi di inclusione che hanno lo scopo di aiutare le persone a uscire dalla condizione di fragilità, per farcela con le proprie forze.
«Sono progettazioni», chiarisce il direttore De Dominicis, «che prendono in carico la persona nel medio e lungo periodo e che la seguono a 360 gradi in percorsi di inclusione e re-inserimento sociale e lavorativo; è il caso ad esempio del progetto Point, svolto all’interno della Cittadella, che offre agli accolti opportunità laboratoriali per il recupero di autostima e capacità, nonché accompagnamento verso i servizi del territorio e nella ricerca di casa e lavoro. A questo progetto si affianca poi tutta l’attività dei giovani volontari del gruppo Young Caritas, ragazzi tra i 15 e i 30 anni che si dedicano all’animazione di comunità, con gli accolti al fine di rendere la Cittadella un luogo di condivisione e convivialità».
Spesso il percorso di reinserimento parte a monte, intercettando uomini e donne senza fissa dimora, attraverso l’unità di strada che svolge orientamento verso i servizi, accompagnamenti sanitari e ricerca di opportunità sul territorio. «Da giugno a oggi sono circa 20 le persone senza dimora incontrate», continua De Dominicis. «L’aumento dei numeri delle povertà è qualcosa che riguarda l’intero Paese e a cui rischiamo di dover far fronte in maniera massiccia nei mesi a veni