Da Salvini e il Carroccio locale una mezza apertura. Ma Acerbo tira in ballo Di Stefano
Con lo strappo della Lega in Abruzzo il centrodestra è finito? «A livello locale governiamo bene tanti comuni col centrodestra. Non abbiamo cambiato idea nelle ultime settimane: è qualcun altro che...
Con lo strappo della Lega in Abruzzo il centrodestra è finito? «A livello locale governiamo bene tanti comuni col centrodestra. Non abbiamo cambiato idea nelle ultime settimane: è qualcun altro che vota sempre più spesso con Renzi e col Pd. Ho poco tempo per fare polemica: tocca agli altri (leggi Fi, ndr) scegliere tra la Lega del futuro e Renzi del passato». Così risponde Matteo Salvini a RaiNews24, dando di fatto a Forza Italia la chance del ripensamento come fa anche il Carroccio locale: «Il Pd è in disfacimento, costretto a ricorrere a Disney per proporre un candidato credibile, Eta Beta. Ha governato l'Abruzzo ed è ai suoi minimi in termini di consenso; Forza Italia non continui a commettere l'errore di legittimarlo, come ha fatto e sta facendo con l’Agir e la legge elettorale. Il ripensarci può essere utile a tutti». E ancora: «Ha iniziato Paolucci, assessore Pd, che ha esplicitamente ammesso l'esistenza di un percorso in comune (inciucio?) con Forza Italia sulla legge elettorale, episodio anticipato di qualche giorno dalla vicenda Agir, il cui risultato è stato quello di un Cda votato insieme da Pd e Forza Italia e che ha fruttato l'elezione di 4 componenti ai dalfonsiani e 3 agli amici di Pagano. A seguire è intervenuto Rapino costretto a riscrivere al contrario la vicenda Agir per poter esprimere solidarietà (sic!) a Pagano e attaccare Bellachioma». Ma infine c’è Maurizio Acerbo (Rifondazione) che tira in ballo l’ex deputato Fabrizio Di Stefano, parla «sceneggiata» e sostiene la tesi di un accordo Lega-Fi.

