Da tre anni lotta per riavere la patente L’odissea di un camionista pescarese

18 Agosto 2017

PESCARA. Ha bisogno di lavorare per mantenere la famiglia, moglie e una figlia con problemi di disabilità. Ma da due anni, per un disguido di ordine burocratico e giuridico, non riesce a riavere...

PESCARA. Ha bisogno di lavorare per mantenere la famiglia, moglie e una figlia con problemi di disabilità. Ma da due anni, per un disguido di ordine burocratico e giuridico, non riesce a riavere definitivamente la patente per guidare il camion. E ora è sul lastrico. A lanciare un appello alla Motorizzazione di Pescara e alla prefettura di Milano per la risoluzione di un «corto circuito istituzionale che sta bloccando la vita di una intera famiglia» è l'avvocato pescarese Vittorio Iovine che parla a nome del suo assistito, Silvio Zaccagnini, 55 anni, di San Valentino in Abruzzo citeriore, professione camionista. L'odissea di Zaccagnini, che vive in Val Pescara e lavora per una ditta italiana di trasporti, ha inizio il 19 marzo 2015 quando la polizia stradale di Lainate (Milano), dove si trovava per lavoro, lo ferma a un posto di blocco. E l'uomo, a bordo di un autoarticolato, «viene trovato in stato di alterazione alcolica», riferisce il legale, patrocinante dinanzi alle Magistrature superiori, «aveva appena finito di cenare e l'alcoltest gli ha rilevato valori oltre i limiti consentiti (1,58 contro lo 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue previsto dalla legge). Durante il controllo della stradale gli ritirano la patente e contemporaneamente il mio assistito firma, come da prassi, un verbale di nomina del difensore (riferimenti per l'assistenza legale d'ufficio) ed elezione del domicilio presso lo studio legale indicato nel documento. Da quel momento tutte le comunicazioni di notifica arriveranno all'avvocato, ma non a lui direttamente».
Nel frattempo il camionista, che deve continuare a lavorare ma non può guidare, viene comunque stipendiato dall'azienda dove è impiegato. Seguiranno mesi di tribolazioni, ma, poi, riesce in qualche modo a riottenere la patente dal prefetto di Milano. Sembrava tutto finito. Invece, accade l'imprevisto. Prosegue l'avvocato Iovine a cui nel frattempo, e siamo nel gennaio 2017, il conducente di mezzi pesanti si era rivolto per avere un parere: «Da Milano gli arriva un'altra sospensione della patente e scopriamo che, a sua insaputa, lo hanno processato penalmente e condannato alla doppia sospensione del documento di guida con l'aggravante di una sanzione pecuniaria di seimila euro. Facciamo opposizione al giudice di pace e ricorso in Cassazione. Il 5 luglio scorso, il giudice ordina la sospensione del provvedimento precedente, con la possibilità quindi di riavere la patente e la prefettura di Milano assegna al mio assistito un permesso di guida temporaneo».
Ma di nuovo Zaccagnini non riesce a rientrare in possesso del documento di guida. Perché, spiega il legale, «la Motorizzazione di Pescara non riconosce il permesso di guida temporaneo e continua a chiedergli l'originale della vecchia patente (nel frattempo scaduta) per riassegnare quella nuova». Da un mese e mezzo Zaccagnini, che ha chiesto anche aiuto alla polizia municipale di San Valentino, non può guidare, è intrappolato nella morsa della burocrazia e bloccato negli impegni di capofamiglia. L'appello del legale è il seguente: «Vogliamo che la prefettura di Milano e la Motorizzazione di Pescara si mettano in contatto per risolvere questa storia di ordinaria follia burocratica che sta gettando sul lastrico una famiglia».