Dal 10 ottobre i nuovi vaccini insieme all’anti-influenzale

6 Settembre 2022

Via libera al piano della Regione contro varianti del virus e crollo delle quarte dosi 

L'AQUILA. Gli abruzzesi si vaccineranno lo stesso giorno contro l'influenza e il Covid. La partenza è già fissata per il 10 di ottobre. Dopo il sì dell'Aifa, l'Agenzia nazionale del farmaco, ai nuovi vaccini adattati contro le varianti di Omicron, la Regione Abruzzo si è fatta trovare pronta ad avviare la duplice campagna vaccinale, con le prime somministrazioni riservate agli over 60 e ai fragili. A dichiararlo al Centro è l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, che comunque sottolinea: «Aspetteremo la determina ufficiale dell'Aifa, a cui seguirà il piano di distribuzione dei vaccini. Si partirà il 10 ottobre, in coincidenza con la campagna antinfluenzale».
A viaggiare a ritmi lentissimi, invece, è la quarta dose booster, che finora ha riguardato solo l'11% degli abruzzesi vaccinabili. Con un crollo nelle ultime settimane.
SI PARTE. Dopo il nullaosta dell’Agenzia europea e dell’Aifa, che ha dato ieri sera il via libera all'utilizzo dei nuovi vaccini, il ministero della Salute scriverà la circolare di riferimento, indicando le categorie dalle quali iniziare la somministrazione dei nuovi vaccini che coincideranno con quelle già individuate per la quarta dose booster.
Pubblicata la circolare, partirà la macchina organizzativa che sarà gestita a livello centrale dall’Unità per il completamento campagna vaccinale a Palazzo Chigi guidata dal generale Tommaso Petroni, mentre a livello locale la palla tornerà alle Regioni. L'Abruzzo è già in prima linea: «Quando avremo in mano le direttive dell'Aifa», ribadisce l'assessore Verì, «appronteremo il piano di distribuzione, che farà riferimento alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Pertanto, a partire dal 10 ottobre, sempre su base volontaria, ci si potrà vaccinare contemporaneamente contro il Covid e l'influenza, con una procedura in parallelo».
PIOGGIA DI VACCINI. Il primo settembre c’è stato il via libera dell’Agenzia Ue del farmaco ai nuovi vaccini bivalenti per gli over 12 studiati da Pfizer e Moderna sul ceppo originario del virus (quello di Wuhan) e sulla variante Omicron 1.
E l’Ema ha già avviato anche la valutazione dei vaccini, sempre bivalenti, studiati oltre che sul ceppo di Wuhan anche sulle varianti Omicron 4 e 5, quelle cioè ora prevalenti. Tutte queste valutazioni garantiranno una pioggia di vaccini per proseguire la lotta al Covid- 19 alla vigilia di un autunno nel quale è attesa una ripresa dei contagi, che non esclude l’Abruzzo.
Ma la nuova campagna si affiderà meno ai grandi hub e più a farmacie e medici di famiglia, che potranno somministrare le dosi agli over 60, ai fragili e alla categorie protette.
A COSA SERVE. «I nuovi vaccini contro la variante Omicron», spiega il professor Giustino Parruti, direttore dell'Unità complessa del reparto di malattie infettive dell'ospedale di Pescara, «vanno a completare l'attuale offerta. Dati recenti dicono che la quarta dose booster del vaccino in uso adesso è già fortemente efficace anche contro la Omicron 5, la variante al momento più diffusa. Ma abbiamo, finalmente, un incremento dell'offerta dei vaccini che rafforza un paniere già ricco. Il nuovo vaccino sarà protettivo anche nei confronti di eventuali varianti che potranno arrivare in futuro, ma la classe virale del Covid ci costringerà, anche con il migliore dei vaccini, alla periodicità annuale della somministrazione. Di questo, ormai, siamo certi».
PIÙ PROTETTIVI. Come spiegato dall'Ema, «l'obiettivo delle due versioni adattate dei vaccini originali mRna (Pfizer/BioNTech) e Spikevax (Moderna) è fornire una protezione più mirata e precisa contro le versioni attualmente circolanti del virus che continua a mutare. I vaccini originali continuano ad offrire una protezione efficace contro forme gravi di Covid, ricoveri e morte, e saranno ancora impiegati nelle campagne vaccinali, soprattutto in chi non è ancora stato vaccinato. «Le versioni aggiornate», evidenzia l'Ema, «sono però più efficaci nel suscitare una risposta immunitaria contro la sottovariante Omicron».
CROLLO BOOSTER. L’abbinamento tra vaccini anti Covid e per l’influenza servirà anche al invertire una pericolosa tendenza in atto. La quarta dose è praticamente al palo, anche a causa degli oltre 27mila attualmente contagiati che quindi non possono sottoporsi alla prevenzione. Ad oggi in Abruzzo sono state somministrate 46.975 quarte dosi su una platea di 426.152 over 60 (vedi la tabella). E dalle 6.020 vaccinazioni effettuate nella prima settimana dopo l'autorizzazione, tra l'11 e il 17 luglio, si è passati a 6.847 tra il 18 e il 24 luglio, per poi scendere gradualmente a 5.190 tra il 25 e il 31 luglio, 3.904 nella prima settimana di agosto, 2.420 tra l'8 e il 14 agosto. A seguire, 1.077 le dosi somministrate tra il 15 e il 21 agosto, 1.348 tra il 22 e il 28 agosto e appena 989 dosi tra il 29 agosto e il 4 settembre. Una curva delle vaccinazioni condizionata negativamente, come detto, dalla forte incidenza di persone attualmente positive.
LA RACCOMANDAZIONE. «Ma da oggi alla disponibilità effettiva dei nuovi vaccini», evidenzia Parruti, «passerà più di un mese, considerando i tempi tecnici di attuazione del programma di distribuzione. Un lasso di tempo che non va sprecato, ma impegnato nella somministrazione, a tambur battente, di quarte dose. Il vaccino che abbiamo in mano oggi funziona benissimo: sappiamo già quello che dobbiamo fare perché, con il meccanismo del booster, la quarta dose dà il meglio di sé contro le varianti. Allentando la presa sulla campagna vaccinale anti-Covid, in attesa dei nuovi vaccini appena approvati dall'Aifa, rischiamo una recrudescenza dei contagi, che sono già in aumento, e una ripresa della circolazione del virus, con il rischio di forme più aggressive, tra i fragili, gli anziani, e le persone che hanno una copertura resa blanda dall'eccessivo tempo trascorso dall'ultima somministrazione. Aspettare significa sottoporsi ad un rischio inutile. I soggetti fragili e quelli che hanno più di 60 anni», conclude l’esperto, «restano i più esposti ad ammalarsi con rischio di ricovero. Bisogna evitarlo con il vaccino».