Dall’azienda campana nessun commento La Confcommercio: sì a un polo formativo

La Calbit, contattata dal Centro il giorno dopo l’acquisto del cementificio, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito. Commenti sono invece arrivati dalla Confcommercio. «Assurdo...
La Calbit, contattata dal Centro il giorno dopo l’acquisto del cementificio, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito. Commenti sono invece arrivati dalla Confcommercio. «Assurdo pensare a riattivare l’attività del cementificio, l’impianto va rimosso per restituire alla città un’area strategica per il suo sviluppo, in cui si potrebbe creare un polo formativo comprendente l’istituto alberghiero e numerose scuole di formazione tecnica». La proposta è del presidente della Confcommercio Franco Danelli (nella foto), anche lui fortemente contrario all’ipotesi di riaccendere l’ex cementificio. «Sono oltre dieci anni», ha detto, «che la Confcommercio di Pescara interviene costantemente per sensibilizzare le autorità e gli enti interessati circa la necessità di rimuovere il cementificio di Pescara per restituire alla città un’area ormai ampiamente compenetrata nel tessuto urbano». «Siamo pertanto perfettamente in linea con il presidente della Regione D’Alfonso circa l’assurdità della sola ipotesi di poter riavviare l’attività del cementificio. La collocazione del cementificio in quell’area fu un errore strategico originario, in quanto era ampiamente prevedibile che Pescara avrebbe avuto necessità di espandersi. Abbiamo subìto per anni problematiche ambientali e danni alla salute della collettività che sarebbe veramente assurdo volere ripercorrere». «Occorre invece spingere», ha concluso, «per la completa delocalizzazione dell’impianto per restituire alla città un’ampia area strategica che si andrebbe ad estendere per tutta la lunghezza del cementificio, dall’Asse Attrezzato fino a via Tiburtina».

