Di Natale: 40mila firme online Così fermerò questo salasso

4 Gennaio 2018

AIELLI. Quarantamila adesioni in poche ore, all’iniziativa del sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che ha lanciato una petizione online sulla piattaforma “Change.org” contro i rincari dei pedaggi...

AIELLI. Quarantamila adesioni in poche ore, all’iniziativa del sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che ha lanciato una petizione online sulla piattaforma “Change.org” contro i rincari dei pedaggi autostradali e chiedere la revoca della concessione a Strada dei Parchi. «L’aumento del 12.89% su A24 e A25», spiega il primo cittadino del Comune marsicano, «è un salasso insostenibile per i cittadini abruzzesi, ed è di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale dei rincari che è pari al 2,74%. È ora di dire basta a questo gioco al rialzo che diventa un massacro per tutti coloro che per lavoro sono obbligati a spostarsi, e che affossa definitivamente tutte quelle aree interne che già soffrono la mancanza di servizi e di infrastrutture. Per noi parlare, poi, del turismo e delle conseguenze negative che comporta l’avere le strade più costose d’Europa . Per questo», conclude Di Natale, «ho lanciato la petizione su change.org, per dare voce alle migliaia di cittadini, chiedendo al presidente del consiglio ancora in carica di revocare la concessione all’attuale gestore».
Il fronte dei sindaci non si esaurisce con l’intervento di Di Natale. Un appello corale contro gli aumenti si è alzato ieri dalla Marsica. Sindaci, amministratori e rappresentanti istituzionali si sono riuniti a Carsoli (foto a destra) rispondendo all’appello del primo cittadino, Velia Nazzarro. Oltre ai sindaci della Marsica, c’erano anche quelli della Provincia di Roma e della Provincia di Rieti. Nella discussione, alla quale hanno preso parte anche l’onorevole Monica Gregori, Luciano Romanzi presidente della Comunità Montana Valle Aniene e il consigliere provinciale dell’Aquila Alfonsino Scamolla, si è deciso di fare fronte comune e di chiedere alla Regione di farsi portavoce con il governo centrale del malcontento che si registra tra la gente per l’ennesimo aumento dei pedaggi di A24 e A25.
Questa mattina, intanto, è stato annunciato che ci sarà davanti all’uscita di Vicovaro - Mandela un sit-in simbolico ai rincari. Alla protesta parteciperanno i sindaci del versante laziale. A rincarare la dose, si registra poi, sempre dalla Marsica, la presa di posizione del segretario del circolo Pd di Avezzano, Giovanni Ceglie, e di Aurelio Cambise, esponente dello stesso partito, secondo i quali gli aumenti sono anticostituzionali.
«Oltre i soliti ricarichi sotto l’albero previsti ogni anno (Enel e Gas +5%), gli aumenti autostradali e l’abbandono dei tratti ferroviari delle aree interne», osservano i due esponenti del Pd, «lasciano intravvedere una strategia politica, che è in netta evidenza anticostituzionale. Delle promesse di velocità e nuovi treni nel tratto appenninico Roma- Pescara si realizzano solo i rincari tariffari. I pendolari, che sono costretti ad utilizzare l’autostrada o la ferrovia, devono ogni anno far fronte ad aumenti tra i più alti d’Italia. Risultato: ci si potrà muovere sempre meno o sempre con maggiori oneri. E i nostri politici locali come incidono su questa politica? In maniera non esemplare. C’è chi dice che gli aumenti ci devono essere, ma in termini minori; c’è chi mette le catene sul tratto ferrato in disuso per evitare che venga requisito per usi civici e chi pensa che, con una nomina parlamentare di 7 giorni, possa incidere su una politica delle aree interne ormai in letargo. L’ultimo esempio di questa politica letargica è il passaggio di responsabilità sulla scelta di quale Tribunale salvare dalla chiusura. I politici dicono che devono essere i territori a concordare quale sia la scelta più utile. Ma allora questi politici», concludono Ceglie e Cambise, «a che servono»?
A fare i conti è un altro esponente del Pd, Michele Fina. «Adesso», scrive, «se un pendolare deve andare a Roma pagherà un pedaggio mensile di 519 euro da Avezzano; 598 dall’Aquila; 782 da Sulmona. Se invece deve andare a lavoro a Pescara 280 da Sulmona, 547 da Avezzano. Chiunque può capire che siamo a cifre che concorrono con l’affitto a Roma o a Pescara. Tutto questo in mancanza di un adeguamento mai realizzato delle tratte ferroviarie. È chiaro che ogni politica contro lo spopolamento è un passo avanti inutile se poi si fanno due passi indietro come questi: un aumento del 13% dei pedaggi, a fronte di un aumento medio in Italia che si attesta intorno al 2,70%». (c.s.)