Diciotto aziende si uniscono e nasce l’associazione Arrosticino d’Abruzzo Igp

1 Agosto 2018

PESCARA . Diciotto aziende di varie dimensioni e un’unica strategia: tutelare uno dei prodotti più tipici dell’Abruzzo, simbolo della tradizione agro-pastorale e promuoverne la commercializzazione...

PESCARA . Diciotto aziende di varie dimensioni e un’unica strategia: tutelare uno dei prodotti più tipici dell’Abruzzo, simbolo della tradizione agro-pastorale e promuoverne la commercializzazione ben oltre i confini regionali.
Per questo è nata “Arrosticino d’ Abruzzo Igp”, l’associazione regionale dei produttori del famoso “spiedino” di carne di pecora cotto sulla brace, con un velo di sale alla fine, che ha conquistato i palati di tutto il mondo. L’associazione punta in alto, e cioè al riconoscimento del marchio Igp, che vuol dire Indicazione geografica protetta.
A presentarla, spiegandone gli obiettivi che intende raggiungere, il presidente Lorenzo Verrocchio, il segretario, Mario Cirone, il dirigente regionale Giuseppe Cavaliere, responsabile dell’ufficio marchi di qualità e la valorizzazione delle produzioni tipiche abruzzesi. La conferenza stampa si è tenuta nella sede della Regione di viale Bovio, a Pescara. Alle diciotto aziende che già fanno parte dell’associazione nelle prossime settimane se ne uniranno altre quattro, due del Teramano, una della provincia dell’Aquila e un’altra di Pescara. L’obiettivo condiviso punta alla tutela commerciale del prodotto unita alla promozione turistico-culturale del territorio, sostenendo quello che rappresenta a tutti gli effetti un settore produttivo con migliaia di addetti e un giro d’affari, ha spiegato Verrocchio, che si è stabilmente attestato ben sopra il miliardo di euro, compreso l’indotto.
«L’iniziativa», ha aggiunto il presidente, frutto di un lungo periodo di ascolto presso significative imprese del settore, risponde alla necessità di legittimare e rinsaldare, dopo tentativi purtroppo infruttuosi del passato, il legame storicamente riconosciuto tra l’arrosticino e l’Abruzzo, un legame le cui tracce risalgono già all’800 e che in documenti dei primi decenni del secolo scorso trova ampio riscontro di un’origine riconducibile alla pratica della transumanza e della cultura alimentare povera del territorio». Tra i documenti in possesso dell’associazione, l’autorizzazione, rilasciata nel 1930 dal Comune di Civitella Casanova, per la vendita porta a porta dell’arrosticino. «È un prodotto», ha aggiunto Verrocchio, «che rappresenta una grande opportunità per questo territorio, e lo sosteniamo da anni. Oggi per la prima volta esiste un’associazione strutturata, che finora è mancata, di produttori regionali, da quelli dal profilo industriale fino alla piccola azienda a gestione familiare». Un obiettivo, la Igp, «che aprirebbe risvolti straordinari, sia dal punto di vista eno-gastronomico, sia da quello della tutela dei consumatori, perché ci sarebbero prodotti di standard qualitativi importanti». E sempre a proposito di “numeri”, se si pensa alla sola ristorazione, intorno all’arrosticino sono nate oltre 2.500 attività. «Pur essendo ormai largamente diffuso in Italia e all’estero, l’arrosticino prodotto in Abruzzo presenta standard di qualità e di processo delle lavorazioni che non è stato ancora raggiunto fuori dai confini regionali, aspetti che lo rendono riconoscibile come prodotto tipico. Da qui la necessità di tutelarlo il più possibile attraverso una certificazione dell’Unione europea. il marchio Igp», ha concluso Verrocchio, «permetterebbe di rendere l’arrosticino d’Abruzzo inconfondibile e unico, di trasformarlo da mito della memoria e prodotto di gusto straordinario, in un brand vincente per la regione nel suo complesso, a fini turistici e culturali, potenziando le opportunità di incoming e garantendo i consumatori». (a.bag.)